Milano, manifesto omofobo fuori da un liceo: gay come "untori" di un "mare di malattie"

La denuncia del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. La scoperta fuori dal Da Vinci

Il volantino apparso fuori dal Da Vinci

Un mega volantino dal titolo abbastanza chiaro. Una sfilza di dati pseudoscientifici su un "mare di malattie". E un posto, una scuola, scelto niente affatto a caso. 

Episodio di omofobia al liceo scientifico Leonardo da Vinci di Milano, lo stesso istituto che il 30 gennaio scorso aveva ospitato un'assemblea studentesca - criticata apertamente da alcuni docenti - sui diritti del mondo Lgbt. 

Martedì mattina proprio all'ingresso dell'edificio di via Respighi è comparso un manifesto gigante dal titolo, abbastanza chiaro: "Gay, c'è poco da essere pride", come a voler ricordare agli omosessuali - usando il nome della manifestazione più nota del mondo gay - che hanno poco di cui essere orgogliosi.

I "creatori" del volantino - che sono rimasti anonimi - hanno poi spiegato il loro perché di questa affermazione chiarendo che non essere etero significa "infettare il mondo con un mare di malattie legate a comportamenti omosessuali". 

E quindi, sempre sullo stesso manifesto: "I malati di Aids sono quaranta volte di più tra i gay che tra gli etero", "Dall'ultimo gay pride di Amsterdam i casi di epatite A sono quintuplicati Italia" e tante altre percentuali sui malati di Papilloma virus, sifilide, herpes, gonorrea e verruche anali. 

Il volantino apparso fuori dal Da Vinci

volantino gay liceo-2

"In Italia ricomincia a soffiare una preoccupante aria di discriminazione - la denuncia del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, un'associazione che si occupa di diritti Lgbt -. L’episodio si inserisce in un clima avvelenato che ha avvolto il liceo Da Vinci nelle ultime settimane a causa di un’assemblea sui diritti Lgbt convocata dagli studenti il 30 gennaio. Questo clima è stato purtroppo colposamente alimentato anche da alcuni docenti dell’istituto che nei giorni scorsi hanno inviato una mail ai genitori dei ragazzi per attaccare l’iniziativa".

“Non possiamo non notare - ha dichiarato il presidente del circolo, Sebastiano Secci - come questo orribile episodio si inserisca in un clima politico che sta pericolosamente virando verso odiose posizioni di divisione, intolleranza e chiusura, con l’emersione di spinte fasciste e reazionarie che preoccupano tutte e tutti noi. Dipingere la comunità Lgbt come un gruppo di ‘untori’ vuole proprio aumentare la diffidenza e il discredito nei nostri confronti agli occhi della collettività”.

“Noi non ci stiamo - ha continuato Secci -. Il nostro movimento lavora da decenni per diffondere una cultura della sessualità libera e responsabile, lavorando con dedizione per informare tutti i cittadini sulle infezioni sessualmente trasmissibili che, spiace doverlo ricordare nel 2018, a differenza degli omofobi, non discriminano in base all’orientamento sessuale".

"La presenza di queste sfide educative e culturali devono spingerci a fare di più e fare meglio, premendo l’acceleratore sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado, strumento decisivo per formare adeguatamente i giovani a vivere con libertà e responsabilità la propria vita sessuale e per seppellire definitivamente - ha concluso il numero uno del circolo - i ruderi di una cultura della vergogna e della repressione sessuale malsana e anacronistica”.

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