Maria, la ragazzina 13enne che per 5 anni ha vissuto in Italia con il suo rapitore pedofilo

La vittima, che all'epoca della fuga aveva solo 13 anni, è riapparsa a Milano a settembre

Maria e l'arrestato - Foto da Chi l'ha visto?

Aveva raccontato di essere stata con lui soltanto per qualche mese. Aveva spiegato di aver vagato in giro per l'Europa e per l'Italia con una bici e una tenda. E aveva confessato di non aver chiesto aiuto prima soltanto perché aveva paura che fosse ricercata dalla polizia. Invece, come già sospettavano gli investigatori tedeschi, in quelle parole c'era poco o nulla di vero. Perché lei in quei cinque anni è stata sempre insieme a lui. E adesso ha trovato il coraggio di dire tutta la verità. 

Maria, la ragazzina sparita nel 2013 da Friburgo - aveva solo 13 anni - e riapparsa a inizio settembre a Milano, ormai maggiorenne, ha parlato alle forze dell'ordine tedesche della sua fuga con Bernhard Haase, quell'uomo di quaranta anni più grande che l'aveva adescata su una chat per ragazzini e l'aveva convinta a seguirlo in una folle fuga. 

In Italia li credevano padre e figlia 

I due - stando al racconto di Maria, verificato dalla polizia - hanno vissuto praticamente sempre in Italia, a Licata, dove gli abitanti li credevano padre e figlia. Quegli stessi abitanti, infatti, li hanno aiutati quando inizialmente i due dormivano in una tenda e li hanno accolti tra loro, offrendo a lui qualche lavoretto e a lei tutta l'ospitalità possibile. 
 
"Mia figlia ha cercato di proteggere Haase — ha spiegato la madre Monika Beisler su Facebook -. Non le è ancora chiaro che a distruggere le vite sono i criminali, e non coloro che rivelano un crimine. Fino a pochi giorni fa non era chiaro neppure a me quanto la mia bambina fosse stata manipolata. A essere sincera — ha aggiunto — avrei creduto a qualsiasi cosa mi avesse detto, tanto ero felice di vederla viva, seduta accanto a me". 

E infatti alla fine Maria ha capito e ha parlato. Ha ricostruito tutta la sua storia con Haase, ex tesoriere di un partito di estrema destra: dal contatto in chat alla fuga a Licata, dove lei - assicurano i residenti - non si è mai opposta né ha mai chiesto aiuto, tanto che gli stessi abitanti alla fine avevano anche dato loro una piccola casa in affitto in centro. 

La fuga a Milano e l'arresto del pedofilo

Compiuti diciotto anni, però, evidentemente lei ha aperto gli occhi, ha capito di essere stata manipolata per tutto quel tempo, è fuggita a Milano e ha chiesto aiuto, liberandosi per sempre di quell'uomo che ne aveva fatto la sua compagna - in tutto e per tutto - nonostante avesse soltanto tredici anni. 

Quando Maria è tornata a casa per Haase sono scattate le manette. Su di lui pendeva un mandato di cattura europeo per violenza sessuale su una minorenne e sottrazione di minore. I poliziotti lo hanno trovato ancora a Licata, proprio lì dove aveva vissuto per cinque anni con la sua vittima. 
 

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