Condanna definitiva per Mauro Inzoli, l'ex prete pedofilo

La Cassazione conferma la condanna in appello. L'ex sacerdote sconterà oltre 4 anni di reclusione

Mauro Inzoli

E' definitiva la condanna per pedofilia a Mauro Inzoli, ex sacerdote di Crema ed ex responsabile di Comunione e Liberazione in provincia di Cremona, soprannominato "don Mercedes" quando era ancora prete per via della sua passione per le auto di lusso. Inzoli dovrà scontare 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione secondo la condanna della corte d'appello bresciana, emessa a settembre del 2017, per otto abusi su cinque ragazzi.

Gli episodi risalgono al periodo tra il 2004 e il 2008: il più piccolo dei ragazzi aveva 12 anni. Tutte le vittime sono state nel frattempo risarcite con 25 mila euro a testa. Inzoli è stato spretato con provvedimento di papa Francesco il 20 maggio 2017. In precedenza, era stato condannato al ritiro a vita privata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. In primo grado Inzoli era stato condannato a 4 anni e 9 mesi. 

Secondo l'accusa, il sacerdote avrebbe abusato dei ragazzi anche durante la confessione e, per "rabbonirli" portava come esempio il rapporto filiale tra Abramo e Isacco. Le vittime subivano - si leggeva nelle motivazioni - "forte sottomissione psicologica". Gli abusi avvenivano in vari contesti: anche, per esempio, durante i soggiorni estivi e invernali nelle varie comunità. E di più, se la condanna è avvenuta per otto episodi su cinque ragazzi, per i giudici gli episodi sarebbero stati ben più numerosi ("pluralità indiscriminata") ma prescritti.

All'avvio dell'inchiesta nel 2015, il Vaticano (che aveva già intimato a Inzoli il ritiro a vita privata) pose il segreto sui documenti in suo possesso. E fece piuttosto scalpore la partecipazione, a gennaio 2015, al convegno sulla famiglia naturale che si tenne a Palazzo Lombardia.

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