Milan squalificato per un anno dalle coppe europee: i Rossoneri faranno ricorso al Tas

La società è accusata di avere violato la norma del fair play finanziario sul break even point

Casa Milan

Il Milan prende atto della decisione della Uefa e i suoi avvocati stanno già studiando le motivazioni per presentare ricorso al Tas contro il verdetto che lo esclude per una stagione dalle coppe europee. E' questa la prima reazione del club, che ha dieci giorni per presentare l'appello al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna e, secondo quanto filtra da ambienti rossoneri, resta nella convinzione di pagare per colpe che non ha commesso.

La vicenda

Milan escluso dalle coppe europee per un anno. E' il verdetto (pesantissimo) della camera giudicante dell'Uefa, arrivato nel pomeriggio di mercoledì 27 giugno. I rossoneri non potranno quindi partecipare all'Europa League 2018/2019. La decisione segue la violazione della regola del pareggio di bilancio nell'ambito del cosiddetto fair play finanziario a cui sono tenuti i club europei. 

"Il club - si legge nel comunicato ufficiale - non potrà partecipare alla prossima competizione Uefa per club a cui è qualificata nelle prossime due (2) stagioni (una competizione sola nella stagione 2018/19 o in quella 2019/20, in caso di qualificazione)". Una formula astrusa che significa che il Milan viene escluso dalla prossima coppa europea a cui avrebbe diritto a partecipare nell'arco di due anni. Visto che però il Milan si è già qualificato all'Europa League 2018/2019, sarà in quell'occasione che sconterà la squalifica.

La conseguenza è che l'Atalanta andrà direttamente ai gironi al posto del Milan mentre la Fiorentina affronterà i turni preliminari al posto dell'Atalanta. L'Uefa non ha ritenuto di aggiungere ulteriori sanzioni: dunque nessuna multa e nessuna limitazione sul mercato estivo, forse anche perché con tutta probabilità il club cambierà proprietà. 

Violato il fair play finanziario

In precedenza l'Uefa aveva rigettato la domanda di settlement agreement (una sorta di patteggiamento). Il problema principale era rappresentato dalle incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni. Pesavano, e tanto, i ritardi sul rifinanziamento - che non è concluso e non si sa se sarà mai concluso -, i dubbi sulla figura di mister Lì - e sulle sue aziende - e le incertezze su un ipotetico futuro con il fondo Elliott, che potrebbe riprendere il Milan il 6 luglio e che poi potrebbe decidere del futuro del club rossonero. Non aiutano, infine, i circa cento milioni di euro di debiti che il Diavolo ha messo a bilancio dopo lo sfarzoso mercato estivo del 2017.

Nel frattempo si è bruscamente interrotta, il 27 giugno, la trattativa in corso con il magnate italo-americano Rocco Commisso, proprietario della squadra di calcio New York Cosmos, in "pole position" rispetto agli altri americani interessati all'acquisto del Milan, la famiglia Ricketts.

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