Inchiesta: residenti e movida, convivenza possibile?

Le serate milanesi, complice l'arrivo dell'estate, diventano teatro di una guerra senza quartiere tra il popolo della notte e quello degli abitanti, che mal tollerano il protrarsi degli schiamazzi ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Ma la frattura è davvero così insanabile?

Ore 19.00, scatta l'happy hour milanese. Da Porta Ticinese a Corso Como, passando per l'Arco della Pace. I tavolini all'aperto vengono presidiati da giovanissimi e non, pronti a godersi un po' di frescura e qualche ora di chiacchiere con gli amici. Il livello della musica che proviene dall'interno ha già tramutato l'iniziale brusio in una cacofonia di voci. Dalle finestre delle residenze non si è ancora affacciato qualcuno. Ma chissà per quanto.

  Difficile la convivenza movida - residenti in zona Sempione  


Il rapporto tra residenti e popolo della notte, qui in Corso Sempione, è quanto mai difficile. Lo sa bene anche il sindaco Letizia Moratti, che a gennaio si è vista iscrivere nel registro degli indagati della Procura di Milano per omissione di atti d'ufficio. Non era intervenuta in merito alle ripetute denunce e segnalazioni del comitato degli abitanti di Corso Sempione, stanchi degli schiamazzi e del baccano che ogni week end tormenta il loro sonno. A tal punto esasperati dalla situazione di stallo da arrivare alla querela nei confronti del Comune.Chi abita nei pressi dell'Arco della Pace risponde con molta veemenza alle nostre domande.

  Dal Comune nessuna ordinanza anti-schiamazzo in vista  


Come definirebbe la convivenza tra residenti e nottambuli?

Pessima. Le cose non sono assolutamente cambiate dalla nostra denuncia. I locali alzano il volume della musica, gli schiamazzi vanno ben oltre i limiti di tempo consentiti.


Il fenomeno è solo estivo?

Ora con l'estate la situazione si trascina per tutta la settimana. Almeno d'inverno solo nel week end c'è più rumore.

 

Come si potrebbe arginare il fenomeno?

  Convivenza più pacifica in Corso Como  


Solo facendo chiudere i locali prima. Anche se questo non ci risparmia i tiratardi che urlano sotto le nostre finestre anche dopo che si sono abbassate le saracinesche. Anche se i vigili staccano multe su multe per divieto di sosta.


Dai gestori dei locali in Sempione, sulle stesse domande, riceviamo risposte vaghe ed elusive. "Non abbiamo sentito nessuna lamentela" ci dice qualcuno. "Provi a passare un altro giorno" ci dice qualcun altro. In Porta Ticinese la situazione ha raggiunto un tale livello di frattura che ben sette locali sono stati raggiunti da un'ordinanza giudiziaria. Nei loro confronti, un aut-aut granitico: o si contiene l'inquinamento acustico e lo si dimostra con prove documentarie (previo pagamento di un'ammenda di 154 euro), o si finisce davanti al giudice. E i proprietari non sanno come trattenere le urla dei giovani, anche se invitati a rispettare la quiete pubblica.


Nonostante tutto, alcuni residenti che abitano vicino alle famigerate e chiassose Colonne di San Lorenzo, trovano che il disturbo sia diminuito. "L'anno scorso la situazione era insopportabile. Ora invece la confusione si spegne abbastanza presto."


Dall'ufficio stampa dell'Assessore alle attività produttive Giovanni Terzi non ci giungono però segnalazioni su imminenti iniziative e ordinanze anti-schiamazzo. Anche se c'è "la volontà di arrivare alla definizione di linee mitigative".


Tutt'altra musica invece dalle parti di Corso Como. Il rapporto è decisamente più pacifico, con impianti audio a norma e rispetto ferreo degli orari di chiusura. Come ci illustra Marco De Padova, proprietario del Dom e presidente dell'Associazione degli Esercizi Pubblici della via.
Qui, ci spiega, tutto è stato pensato per venire incontro ai residenti, prima che al popolo della notte. "Attraverso l'Associazione abbiamo introdotto la figura degli steward all'ingresso dei locali perché invitino i più rumorosi al rispetto di chi abita sopra le loro teste".


Da quest'anno invece, sempre con la collaborazione degli esercizi di Corso Como, sono arrivati gli Angeli del Sonno, volontari che, oltre a far abbassare la voce a chi sta fuori dai locali, presidiano piazza XXV Aprile e accompagnano addirittura chi è senza macchina fino alla fermata del taxi e attendono che siano saliti. Oltre alla presenza fissa di militari e Forze dell'Ordine che sorvegliano la zona e contrastano lo spaccio di cocaina. Tutte iniziative partorite dal vulcanico Marco De Padova.


"Qui il vero problema non sono i locali, ma i cantieri di Piazza XXV Aprile e Porta Nuova - spiega De Padova - che hanno portato via tutti i parcheggi e hanno ridotto gli introiti dei commercianti del 25%-30%". L'ultimo commento è affidato ad una residente che, pur avendo le finestre dell'appartamento rivolte verso un cortile interno, non ha mai avuto di che lamentarsi. "Qui la situazione è davvero tranquilla. Non ho mai trovato fastidiosa la presenza dei locali e i clienti si sono sempre comportati in maniera molto civile".

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