Infermiera minacciata dal parente di un ricoverato: «Ti aspetto fuori». Terza volta in 10 giorni

L'aggressione verbale e minacciosa a Milano. Il sindacato Usb: «Situazioni derivate dalla carenza di personale»

Repertorio

Terza aggressione (verbale) in dieci giorni nello stesso reparto dell'ospedale Fatebenefratelli ad opera di un parente di un degente nei confronti di una infermiera. Lo segnala il sindacato Usb Lombardia con il delegato sindacale Paolo Di Stefano, che punta il dito sulla carenza di personale, che rende quasi impossibile garantire servizi adeguati.

Sabato pomeriggio, il parente di una persona ricoverata al Fatebenefratelli ha affrontato una infermiera con frasi minacciose tra cui «per fortuna sei una donna» e «ti aspetto fuori». L'inqualificabile comportamento, per l'Usb, sarebbe dovuto proprio alla carenza di personale per gestire tutto il reparto. Nella giornata di sabato, a titolo esemplificativo, c'era un solo medico per 58 pazienti e un infermiere ogni 29. Troppo pochi.

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Carenza cronica di personale

«Dopo le proteste messe in atto la scorsa estate occupando il tetto del padiglione oftalmico, a seguito dell'aggressione subita da un infermiere, la direzione generale dell'azienda ospedaliera e quella dell'assessorato regionale ci avevano garantito che si sarebbe provveduto ad assumere il personale necessario al corretto funzionamento dei servizi. Evidentemente ad oggi la promessa non è stata mantenuta», commenta Di Stefano ricordando che, stando alle parole dell'assessore al welfare Giulio Gallera, la Regione quest'anno avrebbe 12 milioni di euro in più da destinare proprio alle spese per il personale. «Cosa si aspetta ad assumere personale nella sanità pubblica? Quale tragedia si sta aspettando?», chiede Di Stefano specificando che il problema è «esplosivo» e riguarda l'intera Regione: tanto per dire, nelle Asst di Monza e Lecco sono stati appena indetti due scioperi sul tema.

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