L'incubo di una madre: botte e insulti da suo figlio, in un giorno 250 messaggi di minacce

La donna è stata costretta ad andare via da casa. Il figlio è stato arrestato dai carabinieri

Il 21 settembre scorso, in un folle delirio, le aveva mandato 250 messaggi su Whatsapp. In uno di quelli, senza farsi troppi problemi, le aveva scritto: "Ma come fai a lasciarmi qui? Ma vaffanculo, non ti vergogni? Guarda, meglio che non mi fai innervosire sennò ti brucio sta casa di merda". Lei, però, già da qualche giorno in quella casa non c'era più perché era andata via, era scappata da quel figlio che aveva trasformato la sua vita in un incubo senza via d'uscita e che adesso è finito in manette. 

I carabinieri della compagnia di Corsico hanno arrestato martedì mattina un uomo di trentatré anni - un cittadino italiano con precedenti e con problemi conclamati di tossicodipendenza - in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di rapina, estorsione e maltrattamenti in famiglia nei confronti di sua madre, una donna di sessantacinque anni con cui viveva in un appartamento di Trezzano sul Naviglio. 

I militari, che più volte sono intervenuti nell'abitazione dei due negli ultimi due mesi, hanno accertato come la vita della vittima fosse ormai un inferno, tanto che la 65enne aveva deciso di andare via da casa dopo le continue botte e minacce. Sempre uguale il motivo della furia del 33enne: avere i soldi per comprare una dosa di cocaina o di ecstasy. 

Così - a settembre, nel giro di dieci giorni - lui l'aveva svegliata due volte nel cuore della notte e aveva preso a coltellate un televisore e la porta d'ingresso. Poi, dopo gli insulti e le offese, le aveva rubato i gioielli - per poi rivenderli e avere i soldi per la droga - e l'aveva tempestata di telefonate e messaggi. In uno dei Whatsapp il 33enne aveva scritto un eloquente "Dammi i soldi o ti uccido".

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Martedì mattina per lui si sono aperte le porte del carcere di San Vittore. 
 

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