Il Molino Dorino rischia di essere abbattuto: serve spazio per il deposito del metrò

I quartieri di Trenno e Gallaratese si mobilitano. Ad aprile il voto in consiglio comunale

Il Molino Dorino quando era in attività (Fb, Trenno Sparita e da Ricordare)

Ha dato il nome ad una fermata della metropolitana, ma potrebbe scomparire. Stiamo parlando del Molino Dorino, in estrema periferia nord-ovest di Milano, al confine con Pero. In realtà sono davvero pochi i milanesi che ne conoscono l'esistenza, mentre è nota a tutti la fermata della linea M1, che per lungo tempo è stata anche il capolinea di quel ramo prima del prolungamento a Rho Fiera.

Il terreno su cui sorge deve essere espropriato per ampliare il deposito del metrò. Sì, sembra una barzelletta ma le cose stanno proprio in questi termini: per migliorare l'infrastruttura della fermata del metrò, abbattono ciò che dà il nome alla fermata stessa. Di fatto, secondo quanto spiega Enrico Fedrigini (assessore del Municipio 8), è complicato trovare una alternativa progettuale, anche se i tecnici ci stanno lavorando. Il Municipio 8 ha dato parere contrario all'abbattimento e, per aprile, si attende il voto del consiglio comunale. I tre attuali proprietari, intanto, hanno fatto ricorso al Tar e chiesto alla sovrintendenza di porre un vincolo.

Presente sulle mappe da centinaia di anni, il mulino faceva parte del Comune di Trenno: utilizzava l'acqua del fontanile Cagnola fino agli anni '60 (quando il Cagnola venne prosciugato) ma la sua attività è proseguita fino agli anni '80, alimentata dall'elettricità. In una mappa ottocentesca venne denominato Molino Lauzi, dal nome dei precedenti proprietari. Poi venne acquistato dalla famiglia Dorino e, nel 1929, furono realizzati gli appartamenti dando alla struttura la forma a ferro di cavallo.

Attualmente il Molino Dorino è "inglobato" e ristretto in un'area situata tra la Motorizzazione Civile e la cosiddetta Tangenzialina. Secondo Urbanfile, che ha effettuato un sopralluogo, le macine, gli ingranaggi e gli attrezzi dell'attività, che risalgono anche all'800, sono in un buono stato di conservazione. Si tratta di una testimonianza non soltanto storica ma anche tecnica. I residenti nei quartieri del Gallaratese e di Trenno sono già mobilitati per difendere questa struttura. 

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