Imane Fadil non sarebbe stata avvelenata: morta per cause naturali

Le anticipazioni degli esami sull'ex modella coinvolta nel caso Ruby

Imane Fadil

Le atroci sofferenze, durate un mese abbondante, che hanno portato alla morte la modella tunisina Imane Fadil, 34 anni, sarebbero state dovute a una malattia fulminante o comunque a cause naturali. I periti, incaricati il 16 marzo, pur non avendo ancora depositato gli esiti degli esami non avrebbero rilevato segnali di avvelenamento, ipotesi che la stessa modella, quand'era ancora in vita, mentre era ricoverata all'Humanitas, aveva suggerito al fratello e al suo avvocato.

Fadil è morta il 1 marzo 2019 dopo un ricovero iniziato a fine gennaio. Per tutto quel periodo i medici dell'Humanitas non avevano individuato la causa del malessere della modella, che poi l'ha portata alla morte. La concentrazione piuttosto alta di alcuni metalli nel suo sangue (cobalto, cromo, molibdeno e nichel) non sarebbe quindi il segnale di un avvelenamento. E negli organi della modella non sono stati trovati elementi radioattivi, una possibilità che aveva portato, sulle prime, a fare intervenire i tecnici dell'Enea per schermare il corpo

La procura di Milano, se questi esiti verranno confermati, farà quindi cadere l'accusa (contro ignoti) di omicidio volontario. La morte di Fadil sarà derubricata a decesso naturale e la famiglia potrà finalmente organizzare un funerale e una sepoltura. Ma non smetterà di chiedere almeno di sapere per quale malanno sia morta la loro congiunta.

Imane Fadil e il caso Ruby

Imane Fadil avrebbe dovuto testimoniare al processo Ruby-Ter sulla corruzione di testimoni nel processo principale del caso Ruby, con al centro gli "incontri" ad Arcore tra Silvio Berlusconi e una serie di giovani ragazze tra cui la 17enne Karima El Mahroug, il cui soprannome (Ruby Rubacuori) ha dato il nome a tutta l'inchiesta. Fadil aveva partecipato ad alcune delle "cene eleganti" ed era una teste chiave del processo Ruby-Ter, in cui l'ex presidente del consiglio è accusato di corruzione di testimoni per il processo principale (in cui rispondeva di prostituzione minorile e concussione), in cui venne assolto.

Fadil (insieme ad altre due giovani che avevano preso parte ad alcune o ad una sola delle cene) aveva anche chiesto di costituirsi parte civile ma, a gennaio 2019, il Tribunale di Milano aveva accolto la richiesta dei legali di Berlusconi di non ammetterle. Le tre modelle avevano però presentato nuovamente un'istanza in tal senso a gennaio.

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