Scivola in montagna e precipita per 500 metri: morto "Franz", alpinista del "Poli" di Milano

La vittima, 41 anni, era un dipendente del Politecnico di Milano. Era un alpinista esperto

Franz

Su Facebook rimane quella fotografia, di spalle sulla neve: di fronte a sé un maestoso paesaggio, sembra un'eterna cartolina. Il suo ultimo post, quasi una premonizione: “Sarà una lunga notte”. Una notte infinita: il giorno dopo, come in un tragico scherzo del destino, ecco il dramma, la tragedia. A tradirlo è stata la montagna, la “sua” montagna: una roccia che si spezza, si stacca. Un volo nel vuoto, di centinaia e centinaia di metri. Insieme a lui un'amica fidata, la sua compagna di cordata che purtroppo ha potuto solo assistere inerme a quella scena terribile.

È morto così Francesco Rota Nodari, l'alpinista che ha perso la vita sabato mattina in un incidente avvenuto verso le 8.30 ai 2500 metri d'altitudine della Concarena. "Franz" - laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria ambientale e assunto come tecnico amministrativo nel laboratorio di Remote Sensing - stava percorrendo il sentiero "Gocce di felicità" sul massiccio della Valcamonica quando avrebbe perso l'equilibrio - forse per il cedimento di un chiodo - ed è precipitato nel vuoto per cinquecento metri. 

Originario di Scanzorosciate, provincia di Bergamo, Nodari lascia la moglie Marta e due bimbe piccole. La montagna era la sua più grande passione ed era stato il più giovane alpinista italiano ad entrare nel Club 4000, il prestigioso "circolo" riservato agli scalatori che hanno raggiunto tutte le 82 cime delle Alpi che superano i 4000 metri d'altezza.

"Franz" amava raccontare le sue avventure, anche sui social: il suo profilo Facebook era un diario, pieno di fotografie delle sue imprese. E proprio su Facebook ora sono tantissimi, centinaia, i messaggi di cordoglio, le dediche e i ricordi. 

“Ora scalerai le montagne del cielo”, scrive Maristella. “Dalla vetta più altra proteggi i suoi cari”, aggiunge Elisa. “Le Alpi perdono uno dei suoi più grandi estimatori – scrive invece Gian Paolo –, ma soprattutto una moglie e due tate perdono il loro papà”. “Ti conoscevano tutti, anche senza conoscerti di persona – questo il toccante commento di Davide – Immortale è il ricordo, immortale è la memoria”.

È la terza volta, in poco meno di tre anni, che il PoliMi viene scosso da una tragedia in montagna. A febbraio 2015 a perdere la vita era stato Gianluca Spina, presidente della School of Management dell'ateneo. Il docente era stato travolto da una valanga sul versante svizzero del Gran San Bernardo e insieme a lui erano morti una neurologa del Sacco, Francesca Clerici, e Valeria Bassi e Paolo Agugini, marito e moglie e insegnante al Parini e commercialista.

A dicembre 2017, invece, la tragedia era avvenuta sulla ferrata “Simone Contessi” di Morterone, nel Lecchese. Ad avere la peggio, in quel caso, era stato Giorgio Piccardi, ventitreenne appassionato di basket e promettente studente del Politecnico
 

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