Morto a 99 anni Silvestre Loconsolo, partigiano e poi fotografo delle lotte operaie

Da alcuni anni era ospite di una Rsa a Pessano con Bornago. Le sue fotografie all'Archivio del Lavoro

E' morto a 99 anni Silvestre Loconsolo, fotografo e partigiano di Cassina de' Pecchi (Milano). Da qualche anno era ospite nella Rsa Don Gnocchi di Pessano con Bornago, ed era vedovo. Lo ha colpito un arresto cardiaco, la mattina dii martedì 17 marzo. Era molto attivo nella Cooperativa La Speranza di Cassina de' Pecchi ed è noto soprattutto per il suo lavoro di fotografo con cui ha documentato le lotte operaie e gli scioperi in oltre trent'anni di attività. Stava lavorando a un libro sulla sua vita insieme a Marino Contardo.

«Un uomo che ha speso la propria vita in battaglie a favore della “povera gente” scrivendo e denunciando le condizioni di lavoro e di vita delle persone più umili, attraverso l’arte della sua fotografia. Un uomo giusto che ci ha resi migliori perché ci ha insegnato che egoismo e indifferenza sfigurano la nostra umanità, un grande democratico perché non ha mai rinunciato alla difesa e alla promozione dei diritti inalineabili della persona»: così lo ricorda l'ex sindaco di Pessano con Bornago, Silvano Mazzurana.

Loconsolo iniziò a lavorare a 14 anni, come garzone, in una fabbrica di ottica di Milano, la Fratelli Koristka di via Ampere. A 22 anni entrò nella Resistenza. Finita la guerra, si dedicò a raccontare per immagini le condizioni di vita e di lavoro degli operai, compresi gli scioperi, lavorando fianco a fianco con la Fiom. Il suo archivio fotografico, conservato dalla Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni, è stato utilizzato per mostre tematiche.

Le fotografie di Silvestre Loconsolo in Lombardia Beni Culturali

«Silvestre era stato assunto a 14 anni come garzone nella fabbrica ottica Fratelli Koristka, di origine polacca, in via Ampere 45, la più importante azienda di produzione di microscopi e una delle poche industrie di precisione italiane del periodo. Lì c’era un operaio, appassionato alla fotografia e anche alla montagna. Quando andava in montagna faceva foto e le portava, indicando le spiegazioni tecniche dell’immagine. Da lì è nata la passione di Silvestre per la fotografia». Così lo ricorda Roberto Cenati, presidente provinciale dell'Anpi di Milano.

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