Muti alla Scala: anche il teatro più famoso del mondo contro il secondary ticketing

La "guerra" del Piermarini: per le due serate di Muti, biglietti esclusivamente nominali e non più di due per ogni acquisto

Riccardo Muti

Che cos'hanno in comune Riccardo Muti e i Coldplay? Trascurando il piano strettamente musicale, una cosa c'è: i biglietti a prezzi maggiorati, il "secondary ticketing". L'occasione è il ritorno del maestro alla Scala, previsto per il 20 e 21 gennaio 2017. Un ritorno attesissimo, visto che Muti se ne andò (con polemica) nel 2005. 

Il teatro ha deciso che i biglietti saranno tutti nominali: ognuno può acquistarne al massimo due, comunicando l'identità della persona che assisterà al concerto. "In caso di difformità - si legge in una nota della Scala - i biglietti saranno annullati e rimborsati". La vendita ufficiale è partita (su TicketOne) a mezzogiorno di lunedì 21 novembre: a quasi ventiquattr'ore, per entrambe le serate sono disponibili i posti in palco a 165 o 198 euro, mentre sono esaurite la platea e la galleria. 

Mentre scriviamo, invece, il sito Viagogo mette in vendita biglietti fino a 438 euro per la prima serata, e da 202 a 494 euro per la seconda serata. Prezzi decisamente superiori a quelli ufficiali. Il fatto, però, è che la stessa Viagogo vendeva biglietti per i due concerti (in cui Muti dirigerà la Chicago Symphony Orchestra, con due programmi di sala diversi) anche prima che partisse la vendita ufficiale: ua specie di "prenotazione" che non avrebbe affatto garantito la possibilità di avere davvero in mano il biglietto.

E' molto recente, in ambito pop-rock, la polemica di diversi organizzatori e promoter, in primis Claudio Trotta di Barley Arts, contro il secondary ticketing. La guardia di finanza, il 16 novembre, ha perquisito gli uffici milanesi di Live Nation, uno dei promoter leader nel mondo, sospettando connessioni dirette con il fenomeno di quello che viene ormai soprannominato "bagarinaggio online". L'indagine ha avuto già alcune ripercussioni: Vasco Rossi ha scelto di abbandonare Live Nation e questo sta, tra l'altro, facendo slittare l'inizio della vendita dei biglietti per il concerto modenese che segna i 40 anni di carriera del Blasco. 

Ora anche la Scala, tempio mondiale della musica, dichiara guerra al fenomeno.

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