Omicidi a Bruzzano: il killer era un criminale "con mandato di cattura internazionale"

Una delle vittime, un muratore egiziano incensurato, potrebbe non c'entrare nulla con il "regolamento di conti"

L'uomo viene fatto uscire dalla vettura

Emerge un particolare agghiacciante per la strage dell'altro giorno a Bruzzano, dove due persone hanno perso la vita in una sparatoria: è possibile, infatti, che una delle due persone uccise fosse soltanto un passante, che avrebbe tentato di resistere alla rapina della sua auto e non legato all'altra vittima, un albanese, e al connazionale di quest'ultimo, ora in carcere come presunto killer.

Questa e' una delle ipotesi investigative dei carabinieri, i quali hanno scoperto anche che il presunto omicida, Kastriot Zhuba, e' un "criminale di assoluto spessore", autore due anni fa di un triplice omicidio a colpi di kalashnikov in Albania. E per lui la Procura ha disposto un provvedimento di fermo con le accuse di duplice omicidio e tentato omicidio, dopo che le analisi hanno confermato che la pistola, che e' stata trovata dentro la macchina con cui stava fuggendo, e' la stessa che ha sparato quasi una ventina di colpi in totale quella sera.

Allo stato, invece, da quanto si e' saputo, non ci sarebbero elementi che collegano una delle due vittime, il muratore egiziano Ibrahim Sharara, 36 anni, con l'altro uomo ucciso, l'albanese Arben Kthella, e con quello rimasto ferito, il cugino di Arben, Mondi Kthella. Questi ultimi due, tra l'altro, avevano precedenti per reati contro il patrimonio, mentre il manovale risulta incensurato.

Ad ogni modo, mentre proseguono le indagini per ricostruire la dinamica di quel 'far west' che si e' scatenato giovedi' scorso poco dopo le 20 nel quartiere di periferico di Bruzzano, gli inquirenti non escludono nemmeno che l'egiziano possa essere stato ucciso perche' da complice, che aveva deciso di aiutare il killer accompagnandolo in macchina, si era trasformato in un testimone oculare scomodo di un omicidio che l'albanese ha deciso di eliminare.

Ma la dinamica è tutta da ricostruire. Era del muratore egiziano l'auto, un'Opel Corsa, con cui Zhuba e' fuggito prima di essere bloccato dagli agenti della polizia stradale nell'area di servizio di San Zenone al Lambro, in provincia di Lodi.

Su Kastriot Zhuba, suo vero nome, pendeva anche una mandato di cattura internazionale per un triplice omicidio commesso il 24 settembre del 2012: in quell'occasione aveva ammazzato un vicino di casa e i genitori di quest'ultimo. Nel frattempo, l'albanese rimasto ferito e' stato sentito a verbale fornendo una ricostruzione che potrebbe anche risultare utile agli inquirenti. E si attendono gli esiti delle analisi balistiche per comprendere meglio quello che e' successo tra piazza Giustino Fortunato e via della Marna, strada dove e' stato ammazzato l'egiziano, una decina di minuti dopo i primi colpi esplosi verso i due cugini albanesi.

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