Duplice omicidio a Milano, a Bruzzano: la ricostruzione e le indagini

La sparatoria è avvenuta in mezzo alla strada, a pochi chilometri dal centro di Milano

La scena del primo omicidio

Il giorno dopo il duplice omicidio in strada a Milano (Bruzzano), i carabinieri del Comando provinciale, guidati dal tenente colonnello Biagio Storniolo, provano ricostruire i fatti che hanno sconvolto il quartiere alla periferia Nord della città (video 1 e video 2).

Intorno alle 20.45 di giovedì diversi cittadini hanno telefonato al 118 raccontando della presenza di un ferito in piazza Giustino Fortunato, i soccorritori arrivano sul posto ed effettivamente trovano un uomo, ma è già morto. Si tratta di un cittadino albanese pregiudicato di 41 anni, Arben Kthella, ucciso con vari colpi di pistola, alcuni al torace e uno alla testa. Sul posto i militari ritroveranno 5 bossoli.

Pochissimi minuti dopo, alle 21, il 118 riceve la segnalazione di una persona ferita in via Luigi Angeloni, si tratta di Mondi Kthella, 38 anni, albanese, pregiudicato e cugino di Arben. E' stato ferito all'addome da un colpo di pistola ma si è salvato scappando a piedi al momento dell'esecuzione di pochi minuti prima in piazza Fortunato. Portato d'urgenza al Fatebenefratelli, se la caverà e a questo punto sarà un testimone chiave.

Quasi in contemporanea, alle 21.01, il 118 riceve varie chiamate che raccontano di un uomo a terra, sul marciapiedi, in via Marna. I paramedici non fanno in tempo a soccorrere l'egiziano Ibrahim Shalala di 46 anni, colpito con tre colpi al torace, era già deceduto al loro arrivo. L'uomo, regolare in Italia, aveva un lavoro saltuario ma non era noto alle forze dell'ordine.

Le prime testimonianze raccolte dagli uomini del nucleo investigativo, concordano sul fatto che in piazza Fortunato c'erano tre uomini e che uno di loro ha sparato contro gli altri due vari colpi di pistola, prima di fuggire a bordo di un'automobile Opel Corsa. Per questo viene diramato un comunicato a tutte le forze dell'ordine con la descrizione dell'auto e del soggetto.

Alle 22.30, mentre a Bruzzano si facevano ancora i rilievi, sentendo testimoni e recuperando i filmati delle telecamere di videosorveglianza, a San Zenone al Lambro, nell'area di servizio sulla Autosole in direzione di Bologna, la polizia stradale nota un uomo appoggiato ad un'auto come quella ricercata. Gli agenti si avvicinano a lui per controllarlo ma prova a scappare. Bloccato, in auto viene rinvenuta una pistola calibro 9 sotto il sedile, verosimilmente, compatibile con quella usata per gli omicidi.

L'uomo, un albanese di 38 anni, pregiudicato, è stato fermato per porto abusivo d'arma da fuoco ma non è al momento accusato di omicidio: si attendono i risultati degli esami balistici.

Le ipotesi al vaglio dai carabinieri del Nucleo investigativo sono quelle della lite per futili motivi o quella di un regolamento di conti tra criminali di basso rango. Resta da capire cosa c'entrasse, e perché è stato ucciso, l'egiziano che, secondo i primi riscontri, non si trovava in piazza e quindi non era presente nella 'lite' iniziale.

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