Ucciso a coltellate dalla "pandilla" M13: presi gli ultimi quattro responsabili

Tre sono stati già arrestati, uno ancora no. Erano tutti minorenni. Bucossi (squadra mobile): "Abbiamo chiuso il cerchio della banda di quindici persone che ha partecipato all'aggressione"

La scena del delitto

La polizia ha chiuso il cerchio sull'omicidio dell'albanese Albert Dreni, 19enne colpito il 3 luglio 2016 con quattro coltellate da un gruppo di giovani sudamericani che lo avevano scaraventato giù dal tram della linea 15 e poi aggredito senza alcun motivo, in via Teulliè. Il ragazzo è poi morto dopo dodici giorni di agonia. Gli investigatori della squadra mobile, diretti da Lorenzo Bucossi, hanno individuato gli ultimi quattro responsabili di quella brutale notte di follia, che aveva visto anche l'aggressione non mortale ad un salvadoregno, poco prima, non lontano dalla discoteca Limelight, nella stessa zona.

I quattro individuati erano tutti minorenni all'epoca dei fatti. Ora hanno tutti diciotto anni (uno di loro è nell'anno dei diciannove). Sono tutti originari del Salvador e non in Italia da molti anni. Uno dei quattro è ancora da rintracciare: due sono stati catturati ai giardinetti di via Nervesa, uno nell'abitazione in zona Rogoredo. Dei tre presi, uno è accusato soltanto di tentato omicidio del suo connazionale ed è stato posto in una comunità; gli altri, riconosciuti per avere partecipato all'aggressione dell'albanese, sono stati invece portati al Beccaria. Uno dei quattro, infine, è già noto alla polizia per avere partecipato - a maggio 2016 - alla rissa di via Nervesa.

VIDEO | Aggressione brutale a 18enne alla fermata del tram

screenshot aggressione ms13-2

Salgono dunque a quindici le persone individuate in seguito all'agguato mortale. La squadra mobile ritiene di avere terminato il lavoro, trovando tutti coloro che avevano partecipato a quei minuti di inaudita violenza. I primi due arresti a meno di dieci giorni da quella nottata: in manette "Peludo" (il 21enne Mauricio Arturo Sanchez Soriano) e "Chukino" (il 20enne Omar Antonio Velasquez", il primo ritenuto responsabile delle coltellate mortali a Dreni, il secondo soltanto dell'aggressione all'altro ragazzo.

Le indagini non si sono fermate: nel mese di agosto 2016, altri sette arresti e il ritrovamento di un machete: lo stesso utilizzato per la nota aggressione ad un capotreno a Villapizzone. Un oggetto divenuto "simbolico" che veniva passato di mano in mano. Ed infine, a marzo 2017, ancora altri due arresti.

Secondo gli investigatori, Sanchez Soriano quella sera sarebbe uscito di casa con la netta intenzione di effettuare una azione violenta perché, in quel periodo, mirava ad accreditarsi come nuovo leader della pandilla MS13, dopo i precedenti arresti che avevano decimato l'organizzazione.

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