Omicidio a Rozzano: testa fracassata e strangolata, muore 50enne

La donna, operaia 50enne, Loredana Boscani, viveva da sola con l'anziana madre. Era nel primo giorno di cassa integrazione.

La testa fracassata da un oggetto pesante, segni di strangolamento sul collo, una grossa macchia di sangue sul pavimento. Questa è la scena che si sono trovati davanti i carabinieri che sono entrati in casa di Loredana Boscani, l'operaia di 50 anni uccisa lunedì pomeriggio nel suo appartamento in via delle Margherite, a Rozzano, hinterland di Milano.

La donna era riversa a terra in cucina, nella stanza accanto a quella dell'anziana madre costretta a letto per motivi di salute. Quest'ultima, ascoltata per quanto possibile dai militari, non è stata in grado di fornire elementi utili e ha detto di non aver sentito nulla né prima né dopo l'aggressione.

La morte dell'operaia è un giallo, la cui risoluzione appare ancor più complessa dalla vita della vittima: è descritta da tutti come una donna riservata, morigerata, senza marito, dedita alla cura della madre ultraottantenne. Nessuna ombra, apparentemente. Spesso nel pomeriggio era fuori casa per lavoro ma lunedì cominciava la sua cassa integrazione e non era praticamente uscita.

Per questo, quando la vicina di casa ha notato la porta d'ingresso aperta, si è incuriosita e si è avvicinata per chiederle il motivo di quel comportamento. Una volta entrata nell'appartamento, però, ha urlato per l'orrore ed è scappata a chiamare i carabinieri. Pochi minuti dopo i militari della compagnia di Corsico sono arrivati sul posto seguiti dal personale del 118, che tuttavia ha solo potuto constatare il decesso.

Sarà l'autopsia a determinare i motivi della morte - se è dovuta allo strangolamento o ai colpi alla testa con un oggetto non ancora individuato - ma intanto gli investigatori cercano di ricostruire le ultime ore della donna attraverso il racconto dei vicini. Per ora non sarebbero emersi dettagli significativi, proprio in virtù dello stile di vita riservato della vittima che lasciava poco margine alla comunicazione. Da un primo sopralluogo sembra che la casa fosse in ordine, che non mancasse nulla e che non ci fossero segni di effrazione.

Elemento che lascia immaginare che la Boscani abbia aperto la porta al suo assassino. Forse lo conosceva, o forse le è stato fatale fare entrare in casa uno sconosciuto. Il fatto che l'autore (o l'autrice) non abbia portato via nulla dall'appartamento è un dato che apre due scenari: non aveva intenzione di rubare (cosa che costringe a riconsiderare quel "senza ombre nella vita"), oppure è stato sorpreso da Loredana Boscani, e dopo l'omicidio ha pensato solo di scappare. Si tratta di ipotesi, solo alcune delle tante a cui stanno lavorando i carabinieri (fonte: ansa).

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