Mutilato e carbonizzato: restano in carcere i due fermati, un terzo dovrà essere estradato

Il terzo presunto responsabile è stato fermato lunedì 1° aprile nell'aeroporto di Orly (Parigi)

La scena del crimine (B&V Photographers)

Restano in carcere i due colombiani di 21 e 38 anni fermati nella serata di domenica 31 marzo per l'inchiesta della Procura di Milano sul corpo mutilato e carbonizzato trovato in via Cascina dei Prati quartiere Bovisasca. La decisione è del gip Manuela Scudieri che ha convalidato i fermi e disposto la custodia cautelare in carcere, come chiesto dal pm Paolo Storari. Dovrà essere estradato in Italia, invece, il terzo colombiano 20 enne — sempre implicato nell'omicidio e occultamento di cadavere — fermato nel pomeriggio di lunedì 1° aprile nell'aeroporto parigino di Orly.

Nella richiesta di custodia cautelare in carcere, accolta dal giudice, il Pm Paolo Storari aveva evidenziato i pericoli di reiterazione del reato, fuga e inquinamento probatorio. Sarebbe stata identificata, invece, la vittima: si tratterebbe di un 20enne colombiano, ma gli investigatori sono in attesa degli ultimi riscontri per la certezza.

L'omicidio

L'omicidio - secondo quanto ricostruito dal Pm Paolo Storari durante una conferenza stampa in procura - sarebbe avvenuto poco prima del ritrovamento del cadavere in un appartamento al piano terra di via Carlo Carrà, a oltre 800 metri dal gabbiotto dei rifiuti di via cascina dei Prati. La vittima, insieme ad altre persone, stava partecipando a una grigliata a casa del 38enne e i due ragazzi più giovani, sembra in seguito a un litigio dovuto a vecchie ruggini, lo avrebbero prima accoltellato al petto e poi sgozzato. Successivamente il cadavere sarebbe stato portato in una stanza dell'abitazione dove sarebbe stato fatto a pezzi con un'accetta. Infine è stato chiuso all'interno di una valigia e trasportato con un carrello fino in via Cascina dei Prati dove è stato trovato carbonizzato. Non è ancora chiaro se le altre persone presenti alla grigliata abbiano assistito all'omicidio, al momento non ci sarebbero altri indagati.

Chi sono i killer colombiani

I primi due presunti responsabili sono stati rintracciati dagli agenti della questura di Milano domenica pomeriggio, meno di 24 ore dall'efferato omicidio. Il terzo uomo, un ragazzo colombiano di 20 anni, invece, è stato fermato nel pomeriggio di lunedì.

Il 21enne, in Italia da circa un mese, è stato fermato all'aeroporto di Malpensa nel pomeriggio di domenica 31 marzo. Le manette sono scattate intorno alle 18, mentre si stava per imbarcare su un volo diretto a Madrid: è stato fermato dopo i controlli, stava per salire a bordo del velivolo; è stato bloccato anche il volo perché il suo bagaglio era già stato caricato in stiva.

Il 38enne, invece, è stato fermato nei pressi della sua abitazione mentre stava vagando senza meta. L'uomo si trova in Italia da molti anni ed è in possesso di un regolare permesso di soggiorno, alle spalle avrebbe alcuni precedenti per furto. E poi c'è il 20enne fermato in Francia.

Il 20enne è stato fermato nel pomeriggio di lunedì 1° aprile nell'aeroporto parigino di Orly: fermato dalla polizia francese in esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso dal tribunale di Milano. Per lui i capi di imputazione sono: omicidio, vilipendio, distruzione e soppressione di cadavere.

Ucciso e fatto a pezzi durante una grigliata: il movente

Per il momento non è ancora chiaro quale sia il movente dell'omicidio, ma secondo quanto trapelato alla base del gesto ci sarebbero "vecchie ruggini e futili motivi".

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