Omicidio a Milano: ragazzo di 30 anni ucciso a coltellate durante una lite in un appartamento

Il cadavere del 30enne era in una pozza di sangue: i coinquilini sono stati portati in questura

Il luogo dell'omicidio. Foto S. Mesa Paniagua

Oltre la porta finestra del balcone che si affaccia su viale Monza 101, si intravedono gli uomini e le donne della polizia scientifica, indaffarati a immortalare la scena dell'omicidio. Sono già le 9 di martedì. Davanti a loro, sul ballatoio in cemento, c'è un piccolo bazar dell'abbandono. 

Una biciclettina verde per bambini, arrugginita e senza il seggiolino, una vecchia lampada abat jour in vetro e alluminio appoggiata a un armadio grigio sbiadito sulla sinistra. Sulla parete, accanto a un tubo in pvc, spicca un'antenna parabolica che punta verso piazza Loreto. E dietro un ripiano in legno accostato alla ringhiera ormai senza vernice, c'è una sedia in legno marrone nella quale spesso i coinquilini di Milad Sheker Camel Gerges si sedevano a vedere passare le auto in strada e i treni sul cavalcavia delle ferrovie distante non più di tre metri dall'edificio.

Foto: l'abitazione dell'omicidio

Omicidio in viale Monza a Milano (3)

Omicidio in viale Monza: il ragazzo accoltellato

Su un altro ballatoio nel frattempo, quello del balconcino a ringhiera della palazzina stile 'vecchia Milano', c'è il cadavere di Gerges adagiato in una pozza di sangue. È lì che, nella notte tra lunedì e martedì, ha smesso di battere il cuore dell'egiziano di 30 anni. Accanto a lui, anche un coltello, quasi certamente l'arma del delitto.

Il ragazzo, regolare e senza precedenti penali, avrebbe con molta probabilità cercato di fuggire alla morte. Dopo essere stato colpito da tre coltellate tra la parte alta del torace e il collo all'interno dell'appartamento al primo piano nella scala 'A' dove viveva con cinque coinquilini. Come conferma la scia rossa di sangue che conduce dall'abitazione fino al punto dove è stramazzato al suolo.

Di sangue il 30enne ne ha perso tanto: lo testimonia una pozza dal diametro di circa un metro sulle piastrelle arancioni del cortile del condominio di circa un'ottantina di famiglie. "È un palazzo molto tranquillo. Vive gente da tutte le parti del mondo ma la situazione è sempre stata serena", dice a MilanoToday uno dei residenti. 

Video: ecco l'arrivo dei primi soccorritori e della polizia

Sono stati loro, i condomini, a chiamare la polizia e il 118 dopo aver sentito le urla della lite poi degenerata in omicidio. Erano le 4.30. La prima volante, insieme agli infermieri dell'Azienda regionale emergenza urgenza, arriva sul posto alle 4.37 (video). All'esterno li aspetta uno dei residenti. Dentro la scena è subito molto chiara.

L'omicidio in viale Monza: i coinquilini portati in questura

La morte, giunta probabilmente per dissanguamento, viene confermata poco dopo dagli uomini del 118, intervenuti in automedica e ambulanza. I primi a 'congelare' la scena dell'omicidio sono gli agenti delle Volanti.

L'area viene isolata e nell'edificio arrivano gli uomini della polizia Scientifica e gli investigatori della Sezioni omicidi della Squadra Mobile di Milano, coordinati da Lorenzo Bucossi. L'ipotesi principale, fin dall'inizio, è quella dell'omicidio volontario: titolo del fascicolo aperto dal sostituto procuratore Francesco Ciardi.

Attorno alle 7.50 del mattino, gli agenti portano via un ragazzo in manette. Due ore più tardi, al termine della prima fase dei rilievi, altri tre ragazzi vengono accompagnati in via Fatebenefratelli per essere interrogati in quanto 'testimoni' dell'accaduto. Gli investigatori sembrano avere tutte le carte in mano per risolvere velocemente l'assassinio. I sospettati sarebbero tutti lì. In serata il pm ha deciso di fermare un egiziano di 47 anni perché indiziato del delitto (qui i dettagli).

"Quello che hanno portato via con le mani dietro la schiena - il racconto di uno dei vicini di casa a MilanoToday - lo vedevo spesso affacciato al balcone. Coi gomiti sul davanzale e le spalle in avanti. Stava lì da molto tempo". 

Foto: le volanti portano via l'uomo in manette

Omicidio in viale Monza a Milano (1)-3

Chi è la vittima dell'omicidio: il racconto dei vicini

"Feres (così lo ha chiamato, ndr) era un bravo ragazzo. Era un egiziano cristiano copto e faceva il muratore", racconta a MilanoToday un altro giovane egiziano residente nella scala 'B': "Io sono tornato attorno alle 5 nella mia abitazione, perché lavoro di notte. Ho visto la polizia e mi sono allarmato. Poi la tragica notizia".

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