'Non ha chiesto scusa e gli ho sparato 11 colpi': Fabrizio, il killer di Corsico, racconta l'omicidio

Fabrizio Butà è stato arrestato insieme a Michela Falcetta per l'omicidio di Assane Diallo. La ricostruzione dei militari di Corsico, che hanno condotto le indagini, a MilanoToday

Il killer

L'ultimo incontro tra i due era avvenuto alcune ore prima dell'omicidio. Tornando da una giornata in piscina ad Abbiategrasso (Milano) con la fidanzata Michela Falcetta, Fabrizio Butà aveva incrociato Assane Diallo proprio davanti al bar Erica a Corsico (Milano). In quel momento, il senegalese 54enne avrebbe fischiato al loro indirizzo per chiedere 5 euro. Un atteggiamento, quello dello straniero, ripetuto nel tempo ma che nell'ultimo periodo era diventato insopportabile per il pregiudicato Butà, 47 anni, 15 dei quali passati in prigione per aver ammazzato con un fucile a canne mozze, in zona Navigli a Milano, Domenico Baratta, il 30 agosto del 1998.

Un'insofferenza probabilmente acutizzata dal fatto che quella sera - stando a quanto dichiarato dall'uomo al pubblico ministero Christian Barilli - il 47enne aveva sniffato della cocaina. Fino alla goccia che ha fatto poi traboccare il vaso, secondo la ricostruzione dei militari della Compagnia di Corsico, guidati da Pasquale Pucca e Armando Laviola, a MilanoToday. Poco più tardi, la vittima, che si guadagnava da vivere facendo il buttafuori, aveva chiesto ancora qualche moneta a Michela, passata nuovamente dal bar per prendere delle birre. Quando Fabrizio ha saputo la cosa, avvertito da un amico, non ci ha più visto. Ha chiamato Assane per sfidarlo apertamente, come confermeranno i tabulati. Poi ha preso la sua Beretta Px4 calibro 9X21 e col colpo in canna è andato a cercarlo in strada. Seguito da Michela, che ha cercato di fermarlo ma è stata spintonata a terra con violenza.

Davanti al 'suo' uomo, Butà gli avrebbe urlato di chiedere scusa e poi avrebbe esploso gli undici colpi di pistola da distanza ravvicinatissima, stando al suo stesso racconto al pm. Sull'addome prima, e sulla testa poi: come un'esecuzione. Le esplosioni - attorno alle 23 di sabato - sono state sentite dai molti residenti anche se le chiamate al 112 non sono state tante, forse, spiegano dalla Compagnia, la concomitanza di una celebrazione nella zona con l'esplosione di fuochi pirotecnici ha camuffato l'agguato. I due si conoscevano da tempo: erano amici e insieme, dirà Butà ai carabinieri, parlavano di "cultura, economia e politica".

Le indagini imboccano fin dalle prime ore la strada giusta. La moglie della vittima racconta gli ultimi giorni di vita del marito: una lite per motivi razziali con alcuni clienti del bar.  E poi altre liti proprio con la coppia finita in manette nella serata di domenica. Butà è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, oltre che per il possesso dell'arma e di circa 40 grammi di cocaina. Falcetta, con piccoli precedenti penali, è accusata di aver favorito l'azione del fidanzato, oltre che per la droga trovata in un deposito nel loro condominio in via Curiel 6. Si tratta di una zona comune della quale la famiglia Falcetta si sarebbe impossessata nel tempo, ma che nell'ultimo periodo era usata esclusivamente dai due, stando agli investigatori.

Le manette sono arrivate dopo 24 ore di indagini. Il primo ad arrivare nella caserma è stato il pregiudicato e reo confesso: "Non mi pento", avrebbe detto. E' entrato in compagnia della moglie, donna con la quale non avrebbe più una relazione da quando, da tre anni, si era fidanzato con Michela. I due, è questo il sospetto degli investigatori, hanno scelto di consegnarsi alla giustizia solo quando hanno capito che il cerchio delle indagini si era ristretto attorno ai loro nomi. I militari, infatti, fin dalle prime ore di domenica avevano ritrovato l'arma - aveva ancora 4 proiettili nel caricatore - e la droga. Nella palazzina i due avevano fatto ritorno subito dopo l'omicidio per lasciare la Beretta ma poi avevano scelto di passare la notte all'addiaccio, nel parco Cabassina. Lì, Fabrizio, avrebbe distrutto il cellulare suo e quello del senegalese, convinto così di nascondere ogni prova. Un tentativo inutile perché i militari avevano già le idee chiarissime.

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Commenti (18)

  • La cosa davvero assurda è come per certa gente la vita valga così poco...questa è la cosa più triste e brutta

  • Se vogliamo credere che questo abbia sparato 11 colpi perchè si è sentito mancato di rispetto bisogna essere stupidi. C'era sotto qualche altro giro ed il Sig. Butà ha voluto mandare un messaggio a qualcuno. Per lo meno, senza il senegalese non potremmo sentire mai la sua versione dei fatti e prendere per veri quelli dichiarati dall'omicida.

  • Meno male che non ci sono motivi razziali, sennò non si parlava che di questo per giorni interi!!

    • quando due cogl ioni s incrociano sulla strada quello con la pistola vince sempre

      • Quello con la pistola è un cogl ione che terminerà la sua esistenza a San Vittore,visto che è recidivo. L' altro non è un cogl ione, è una persona che è deceduta vittima di un crimi nale. Quello con la pistola ha vinto un soggiorno di 18 anni a San Vittore...

        • Ha ragione Alessio....con l'aggravante che il neg-ro,in quanto tale,è stato più coglione dell'assassino e cmq nessuno sentirà la mancanza di queste due personaggi.

  • Avatar anonimo di Matteo
    Matteo

    C'è un problema di fondo... MA SE HAI GIÀ COMMESSO UN OMICIDIO, perchè ti hanno rilasciato? Carcere a vita dopo l'omicidio. Non é ammissibile la ''tolleranza'' su certe cose.. Puó costare la vita ad altre persone quella ''tolleranza''.

  • Lo so che razzismo e fascismo sono i termini più gettonati nelle ultime settimane ma qui parliamo di delinquenti e insani di testa! Pare che siano stati pure amici, pare che la vittima facesse anche il gradasso, purtroppo lo ha fatto con un tipo davvero poco raccomandabile ed è finita in questa maniera. Ma il razzismo dove sarebbe? Solo perché il morto è senegalese...mah

    • La vittima non faceva il gradasso, chiedeva solamente 5 o 10 Euro ogni tanto...L' altro è un criminale!

      • Fermo restando che cmq non si ammazza una persona per questo...

      • Dove sta scritto che una persona è obbligata a dare 5 o 10 Euro a questi schi-fosi coccodrilli neri? MA STIAMO SCHERZANDO??

  • Se dovessi uccidere tutti quelli che non sono garbati e non chiedono scusa per le loro nefandezze la disoccupazione giovanile terminerebbr immediatamente. Tutti alla Beretta a produrre pallottole.

  • Disumani e spietati. Ergastolo e mai più fuori... Sono una minaccia per la società.

    • il nero se l è cercata poche palle certo era meglio una s******ttata

  • persone pervase da crudelta' e senso omicida, da condannare.....

  • Killer recidivo! Già 20 anni fa aveva già commesso un delitto e aveva già scontato 16 anni di galera. Adesso deve essere condannato all' Ergastolo... Non vedo nessun commento perché il Killer è italiano...Dove sei Salveeenyyy??

    • Non possono essere espatriati perché Italiani. Al meno rinchiuderlo a vita

      • Si vede che si era trovato bene in carcere... Ed ha voluto tornarci

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