Ragazzo ammazzato per il telefono: uno dei killer arrestato (e liberato) una settimana fa

Uno dei due rapinatori era stato fermato sabato 21. Forse con lui c'era anche l'altro complice

Il ragazzo ucciso in stazione

Sabato scorso, meno di una settimana prima della loro folle notte, uno dei due - forse insieme allo stesso complice - ci aveva già provato. E a dire il vero era anche stato in grado di conquistare il bottino, prima che i carabinieri riuscissero ad arrivare a lui. A quel punto erano scattate la manette, la camera di sicurezza e il processo per direttissima: una sequenza burocratica che adesso, con un morto e tre feriti, suona come un'enorme beffa. 

Era stato arrestato il 21 aprile uno dei due rapinatori che nella notte tra giovedì e venerdì hanno seminato il panico tra Cinisello e Milano compiendo quattro rapine, uccidendo un ragazzo di ventitré anni e ferendo altre tre persone. I killer, fermati venerdì mattina dai carabinieri, sono due cittadini marocchini di ventotto e trenta anni, irregolari e con precedenti. Il più giovane, già arrestato per tentata rapina ad aprile 2018 a Como, è entrato in Italia da Reggio Calabria nel giugno del 2017, mentre l'altro - controllato a Milano il 30 marzo - è arrivato a settembre dall'hot spot di Siracusa. 

Ma per uno di loro c'è un precedente molto più recente, che risale soltanto a sabato scorso, quando un architetto milanese era stato rapinato della borsa con i documenti e dell'iPad. L'app del dispositivo Apple poco dopo aveva portato i militari al malvivente, che con ogni probabilità - anche se lui non era stato riconosciuto colpevole - aveva agito insieme allo stesso complice. Il balordo era stato fermato e poi scarcerato in attesa della nuova udienza.

A tradire entrambi, venerdì mattina, è stato di nuovo il segnale di un telefonino, che ha condotto i carabinieri dritti al McDonald's in zona stazione Centrale, dove i due stavano tranquillamente facendo colazione dopo una notte di sangue. L'opera, hanno accertato gli investigatori, era iniziata verso le 22 di giovedì a Cinisello, dove  un peruviano di trentasette anni era stato picchiato, rapinato e accoltellato con una bottiglie di plastica. Poco dopo, la coppia aveva scaricato la propria furia contro un trentunenne italiano, che forse aveva assistito alla prima rapina e che ha ricevuto tre coltellate all'addome prima di essere derubato del portafoglio

Un paio di ore dopo, invece, la scia di sangue si è spostata a Milano: prima una coltellata a una studentessa ventunenne per il cellulare, poi un fendente a un ventitreenne bengalese, ammazzato mentre tornava dal lavoro - era cameriere del bar Dante - sempre e solo per il telefonino.

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