Trovata la testa di Marilena Rosa Re: è stato Clericò, intercettato, a guidare gli investigatori

L'uomo sarebbe stato intercettato sabato durante un colloquio in carcere con i famigliari

Carabinieri nell'orto di Clericò

Frammenti ossei. È quanto resta del cranio di Marilena Rosa Re, la promoter di Castellanza uccisa e decapitata da Vito Clericò, 65enne suo ex vicino di casa. I resti sono stati trovati nella giornata di lunedì dai carabinieri del comando provinciale di Varese coordinati dal Pm Rosaria Stagnaro della procura di Busto Arsizio (Varese). Non è ancora certo che i frammenti siano del cadavere della promoter: bisogna aspettare l'esito degli esami, ma i dubbi sono pochissimi.

È stato lo stesso Clericò a indicare agli inquirenti il luogo in cui scavare, quessta volta involontariamente. In un primo momento il 65enne aveva detto di aver decapitato la donna e di aver gettato la testa in un cestino, ma sabato mattina — durante un incontro con i famigliari, intercettato dagli inquirenti— avrebbe confessato il luogo in cui avrebbe gettato il cranio della promoter.

I rilievi nell'orto di Clericò proseguiranno nei prossimi giorni: è atteso un archeologo nominato dalla procura di Busto Arsizio per far luce sui det

Come è stata uccisa Marilena

Non è ancora chiaro come è stata uccisa la 58enne di Castellanza: sarà l'autopsia a chiarire le cause della morte. Non solo, non è ancora certo al 100% che si tratti del corpo di Marilena Rosa Re per fugare ogni dubbio (pochi) bisognerà aspettare l'esito del test del Dna.

Il movente

Il movente dietro all'omicidio sarebbe economico. Marilena Rosa Re nel 2014 gli aveva lasciato in custodia diverse decine di migliaia di euro: contanti che erano stati nascosti dalla promoter per evitare che il Fisco glieli pignorasse per ripagare un debito di 80mila euro che aveva con l'erario. Arrivata alla scadenza fissata per chiudere il debito con l'Agenzia delle Entrate la donna avrebbe chiesto a Clericò per la restituzione del denaro ma quest'ultimo li avrebbe spesi.

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