Uccide il vicino di casa in piena notte. Chi è Riva: una vita difficile e un docu-film in cui interpreta sé stesso

Lo scenario dell'omicidio in via Trilussa

Repertorio

Quarantasei anni e una vita difficile, diventato aggressivo per l'alcol e la droga, tanto che i vicini di casa avevano paura di lui e, tacitamente, s'erano accordati per non aprire mai la porta quando lui bussava, per ignorare i suoi scatti d'ira, tentando di vivere in pace il più possibile. Il profilo di Tommaso Libero Riva, che per futili motivi ha ucciso il vicino di casa Giuseppe Villa, 68 anni, è più o meno questo, secondo i racconti di chi abita nel caseggiato di via Trilussa, a Quarto Oggiaro, e lo conosce da una vita.

Riva è nato qui, il padre Cesare era un famoso scultore con premi, mostre personali e mostre collettive, una vita tra Milano e la Versilia (dove è deceduto nel 2006) e viaggi all'estero per lavoro. Il killer di via Trilussa ha perso poi anche la madre e, con la sorella trasferita, è rimasto solo. Transessuale in transizione, ha una compagna, Natasha, transessuale brasiliana ora in patria. 

Le sue intemperanze sono note a tutto il condominio. Qualcuno racconta, ad esempio, che recentemente aveva sfondato la porta di casa sua, perché aveva perso le chiavi, e da quel giorno era rimasta aperta. Qualcun altro ricorda le devastazioni alle parti comuni del condominio. E che da tempo non pagava le spese condominiali. Recentemente aveva recitato nel film-documentario "La casa dell'amore", del regista bergamasco Luca Ferri, presentato al Festival di Berlino 2020. Nel cast è indicato come "Bianca Dolce Miele" e interpreta sé stesso. 

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La polizia sapeva delle sue intemperanze e ora la domanda che scorre tra i piani e i pianerottoli del palazzo di via Trilussa è perché non sia stato "fermato" in tempo. Ma come lo si sarebbe potuto fermare? Intanto si è spezzata per sempre la vita di un pensionato, che viveva con la moglie ora distrutta dal dolore. I due, a breve, sarebbero partiti per la loro abituale vacanza estiva a Minorca.

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