Treno deragliato a Pioltello, operai Rfi scoperti nell'area sequestrata: la difesa dell'azienda

Rfi si difende: "Area sequestrata non visibilmente segnalata". I quattro sono stati denunciati

L'incidente e i 4 operai nell'area sotto sequestro - Foto operai di Ansa

"Non avevano alcuna volontà o intenzione di superare i limiti imposti dalla magistratura". Rfi, rete ferroviaria italiana, scende in campo così in difesa dei suoi quattro operai che sabato sono stati denunciati dalla polizia per "violazione dei sigilli" dopo essere stati scoperti nell'area posta sequestro a seguito del disastro ferroviario di Pioltello, che è costato la vita a tre donne e ha causato un centinaio feriti, di cui sei gravi.

I tecnici dell'azienda - aveva spiegato sabato la Questura in una nota - "non autorizzati" erano "intenti ad effettuare dei lavori per i quali seguirà attività investigativa di approfondimento". Sembra, stando a quanto raccontato dai testimoni, che i dipendenti di Rfi avessero strumenti per controllare lo stato dei binari e che si trovassero a pochi metri dal "punto zero", il tratto in cui 23 centimetri di binario giovedì mattina hanno ceduto lanciando il regionale 10452 di Trenord verso il disastro

Video | Scintille e fumo: il treno pochi secondi prima del dramma

I quattro uomini "che sono stati fermati dalle Autorità erano impegnati esclusivamente in controlli tecnici tra Pioltello e Treviglio in vista della riapertura degli altri due binari della linea, nelle zone non poste sotto sequestro dall’autorità giudiziaria in seguito all'incidente del 25 gennaio - ha spiegato Rfi in una nota -. Gli operai, non avendo la percezione dei confini dell’area sequestrata, non visibilmente segnalati, li hanno superati inavvertitamente. In ogni caso - ha sottolineato l'azienda - i tecnici non hanno mai invaso luoghi o aree recintate e non avevano alcuna volontà o intenzione di superare i limiti imposti dalla magistratura".

Magistratura che, dal canto suo, prosegue tutti gli accertamenti necessari nell'inchiesta aperta per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Nel mirino di pm e forze dell'ordine è finita soprattutto la "zeppa" di legno che è stata trovata proprio sotto il pezzo di binario che ha ceduto al passaggio del treno. Sempre Rfi - in un'altra nota ufficiale - ha evidenziato che l'utilizzo "di spessori in legno non è previsto dalle normative tecniche e dai protocolli operativi di Rete Ferroviaria Italiana", come a voler lasciare intendere che si sia trattato di un gesto "spontaneo" di un operaio. 

L'uso del legno, si leggeva ancora nel comunicato, "è stato sostanzialmente abbandonato in Italia e limitato a pochissimi casi comunque codificati". Proprio quella zeppa di legno - messa sotto un binario che doveva essere sostituito - potrebbe però aver dato il là alla tragedia. 

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