Milano, una nuova parata fascista al cimitero

Appuntamento il 1 novembre al campo X. L'Anpi: "La pietas non cancella la storia"

Esponenti di Memento al cimitero di Torino

Le immagini non dovrebbero essere tanto diverse da quelle dello scorso 29 aprile, il giorno in cui l'estrema destra milanese aveva mostrato tutta la sua forza e la sua presenza. Al cimitero Maggiore, nella solita cornice, dovrebbero andare in scena le classiche parate - con tutti i partecipanti divisi in file ordinate e squadrate - e i classici saluti romani. Il tutto, naturalmente, con l'immancabile cornice di ricorsi storici e richieste di divieti. 

Per il 1 novembre, giorno di Ognissanti, l'UncRsi - unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana - e l'associazione Memento - "costola" dei neofascisti Lealtà Azione - hanno organizzato una - cita il volantino ufficiale - "commemorazione dei defunti in ricordo dei caduti della Rsi. Ritroviamoci - conclude l'invito - al campo dell'onore". 

Proprio come "commemorazione dei defunti" era passata anche la parata del 29 aprile al Musocco, quando mille manifestanti di estrema destra avevano sfilato al campo X. La procura, dopo l'identificazione di settanta partecipanti, aveva aperto un'inchiesta per "manifestazione fascista". Per quella stessa indagine, poi, era stata richiesta l'archiviazione perché il pm non aveva ravvisato l'intenzione di "diffondere l'ideologia fascista"

Contro la manifestazione in programma per il 1 novembre sono già scesi in campo l'Anpi di Milano e l'osservatorio sulle nuove destre. "Si fa appello al Sindaco, al Questore e al Prefetto di Milano, dopo lo scandalo del 29 aprile scorso affinché venga evitato il ripetersi di simili atti vergognosi di aperta apologia del fascismo in un luogo pubblico, quale un cimitero", si legge nei loro appelli. "È doveroso ricordare - ha sottolineato il presidente dell'Anpi di Milano, Roberto Cenati - che al campo dieci del cimitero Maggiore non sono tumulati soltanto semplici aderenti alla repubblica di Salò, ma gerarchi fascisti come Alessandro Pavolini, ultimo segretario del partito fascista repubblicano, Francesco Colombo, capo della legione autonoma Ettore Muti, che operò nella caserma di via Rovello, Armando Tela, uno dei luogotenenti della famigerata banda Koch che aveva sede a Villa Triste".

"Abbiamo più volte ricordato - ha proseguito Cenati - che la morte rende tutti uguali, ma in vita i combattenti per la libertà hanno lottato contro l'oppressione nazifascista, mentre i repubblichini hanno collaborato con i nazisti nella denuncia, nella cattura, nella fucilazione di partigiani, oppositori politici, ebrei, lavoratori protagonisti del grande sciopero generale del marzo 1944. La pietas verso i defunti non può cancellare la storia. Se avessero prevalso i nazifascisti - ha concluso il numero uno dell'Anpi - la libertà e la democrazia nel nostro Paese, per la quale hanno dato la loro vita i combattenti per la libertà che ogni anno ricordiamo al campo della Gloria, non sarebbero state riconquistate".

E il giorno prima, il 31 ottobre, i partigiani si ritroveranno proprio al campo della Gloria per ricordare i loro morti e per "rispondere al pericoloso ripresentarsi di iniziative e manifestazione neofasciste". 

Il volantino che annuncia la commemorazione

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