Strage di via Brioschi, Pellicanò cerca di nuovo di suicidarsi a San Vittore

L'uomo fece saltare in aria l'appartamento della sua famiglia provocando la morte della moglie e di una coppia di ragazzi che viveva nella casa accanto

Pellicanò con la moglie

Ha tentato di nuovo di togliersi la vita Giuseppe Pellicanò, il 52enne condannato all'ergastolo in primo grado per aver provocato l'esplosione nell'appartamento di via Brioschi, che causò la morte della moglie, Micaela Masella e di due vicini di casa 27enni, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesioltre al ferimento delle sue due figlie di 11 e 6 anni, rimaste ustionate. Nelle scorse settimane l'uomo, che già prima della tragedia aveva più volte annunciato di voler tentare il suicidio, ha ingerito un alto quantitativo di farmaci, ma si è salvato grazie a una lavanda gastrica.

Il 17 ottobre inizierà il processo di appello per Pellicanò, la cui legale, Alessandra Silvestri, tenterà di dimostrare l'incapacità di intendere o volere dell'uomo, nonché una sua eventuale infermità mentale, al momento in cui staccò il tubo del gas della cucina per poi coricarsi sul divano di casa. Secondo una precedente perizia psichiatrica della difesa — contestata dalla procura e dalle parti civili — Pellicanò sarebbe parzialmente incapace di intendere e di volere, perché gravemente depresso. In primo grado, tuttavia, il tribunale non ha accolto questa tesi.

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