Strage via Brioschi, perizia psichiatrica per Pellicanò: incapace di intendere e volere?

Il pm di Milano che indaga sulla strage di via Brioschi ha chiesto al Gip una perizia per accertare se la sera prima della strage Pellicanò fosse lucido e "cosciente". Tutti i dettagli

Pellicanò e sua moglie Micaela

La necessità, anche abbastanza impellente, è capire se la notte della tragedia fosse capace di intendere e di volere. Il pm di Milano Elio Ramondini, che indaga sulla strage di via Brioschi, ha chiesto una perizia psichiatrica per Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario di cinquantuno anni in carcere con l’accusa di strage per l’esplosione del 12 giugno scorso, costata la vita a sua moglie Micaela e ai giovani Chiara e Riccardo.

Gli inquirenti, che hanno inoltrato richiesta al Gip, vogliono capire se quando Pellicanò - come da lui stesso ammesso - ha svitato il tubo del gas del suo appartamento fosse capace di intendere e di volere e quindi lucido. L’uomo, che ha sempre detto di non voler uccidere sua moglie - che era ormai pronta ad andare a vivere con il suo nuovo compagno -, ha in parte confessato, ma ha sottolineato che quella sera era “euforico” per via dei medicinali che prendeva per curare la depressione

L'istanza, che si è resa necessaria dopo il deposito da parte della difesa di una serie di certificati medici che attesterebbero problemi psicologici e psichici del pubblicitario, è stata avanzata giovedì al gip che deciderà nei prossimi giorni se disporre o meno la perizia con la formula dell'incidente probatorio.

Al momento, nonostante la richiesta di scarcerazione depositata dai suoi legali, Pellicanò resta nel carcere di San Vittore. Anche perché i giudici temono che possa indirizzare ancora la sua rabbia - covata nei due anni in cui è maturata la separazione da Micaela - verso le sue due bimbe, anche loro ferite nell'esplosione. 

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