Piano "anti panico" per i concerti e gli eventi in piazza: Milano vuole evitare un’altra Torino

Dopo gli oltre 1500 feriti di Torino, comune e prefetto lavorano a un piano per gli eventi

Il caos in piazza San Carlo a Torino - Foto Stefano Guidi © TorinoToday

Le scene di quella folle sera sono arrivate agli occhi di tutti. Sindaco, assessori e prefetto compresi. Così, le istituzioni di Milano - in vista del fittissimo calendario di eventi che attende la città meneghina - si sono già messe al lavoro per evitare anche soltanto il rischio che nel capoluogo lombardo si ripeta quanto accaduto sabato sera a Torino, dove oltre mille e cinquecento persone che guardavano la finale di Champions in piazza San Carlo sono rimaste ferite nel tentativo di scappare da un finto allarme attentato. 

Nella piazza piemontese sono bastati qualche petardo - così sembrerebbe dalle indagini - e qualche voce incontrollata per dare il là alla ressa e al caos. Il resto lo hanno fatto i cocci delle bottiglie di vetro, che non dovevano entrare in piazza, e che hanno ferito centinaia e centinaia di persone in fuga e terrorizzate. 

Se al dramma di Torino si aggiunge l’attentato di Londra - dove tre jihadisti hanno ammazzato sette persone accoltellandole e investendole con un furgoncino - è evidente che il livello di allerta è quanto mai alto. 

Ora, quindi, la preoccupazione dell’assessore Carmela Rozza, competente per la sicurezza, è che ciò non accada mai a Milano. “Dopo i fatti di Torino e di Londra mi sono sentita con il prefetto - ha spiegato -. Attendiamo le decisioni del comitato antiterrorismo a Roma e nei prossimi giorni ci sarà sicuramente un momento di confronto”. 

Per gli eventi in piazza, invece, non serve attendere il comitato anche perché già a giugno - e quindi il tempo è poco - ci saranno due grandi appuntamenti - il concerto della Scala e il concertone di Radio Italia - che porteranno in Duomo oltre centomila persone. 

“Proporrò ordinanze per vietare botti e utilizzo di bottiglie di vetro - come già successo a Capodanno - in tutti gli eventi che comporteranno la presenza di molte persone - ha annunciato la Rozza -. Anche gli organizzatori di tali eventi saranno chiamati alla responsabilità per assicurare le migliori condizioni di sicurezza”.

E, oltre a vietare botti e bottiglie in vetro, palazzo Marino è pronto ad estendere il perimetro di sicurezza - naturalmente controllato dalle forze dell’ordine coi metal detector - fino a Cordusio. Sorvegliato speciale, inevitabilmente, anche San Siro, per cui Sala aveva già promesso un innalzamento dei livelli di sicurezza dopo la strage al concerto di Ariana Grande a Manchester. 

“Quello che mi preoccupa - ha ammesso la Rozza - è lo scatenarsi del panico”, che a Torino è stato tra le cause dei feriti. 

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“Mi sento in dovere - ha concluso l’assessore -  di lanciare un appello anche ai cittadini perché il comportamento corretto e rispettoso di ogni singolo comporta più sicurezza e meno rischi per tutti”. 

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