Pusher massacra la fidanzata a calci in faccia: poi inseguito dalla polizia, butta via la cocaina

La donna ha una sospetta frattura alla mandibola. E' stata salvata dall'allarme dei passanti

Repertorio

Quando i poliziotti sono arrivati in via Doberdò, lei era una maschera di sangue. In lacrime e disperata ha chiesto aiuto agli agenti con le divise blu. A ridurla così, dopo un vero e proprio pestaggio con tanto di pugni e calci in faccia, procurandole una sospetta frattura alla mandibola, è stato il suo fidanzato. E lui, ovviamente, appena ha sentito le sirene ha cercato di scappare a piedi, direzione 'centro' Milano, ma inutilmente. 

La lite in strada, il pestaggio con il calcio in faccia

Prima di arrivare all'uomo, però, facciamo un passo indietro e ricostruiamo quei minuti di violenza inaudita scaturiti dopo una lite per futili motivi tra lei, una donna di 40 anni e lui, di 13 anni più giovane. La discussione 'amorosa', stando a quanto messo a verbale dalla 40enne, è degenerata quasi subito in un assalto fisico. 

Prima i pugni e poi, quando ormai la fidanzata era a terra, un calcio in faccia. Le sue urla hanno attirato l'attenzione di diversi passanti che, allarmati, hanno chiamato la polizia. "Un uomo - il tenore delle segnalazioni arrivate - sta picchiando una donna in una traversa di viale Monza". 

L'inseguimento e il tentativo di buttare via la cocaina

Sul posto sono intervenute fulminee le volanti del Commissariato Villa San Giovanni, che ha sede a un paio di isolati, e quelle del Commissariato Greco Turro. Mentre un equipaggio dava assistenza alla donna ferita, evidentemente sotto choc per l'accaduto, l'altra volante si è lanciata all'inseguimento del compagno violento. 

Sentendosi braccato, il 27enne, Jacopo S., ha provato a disfarsi di un piccolo borsello - al cui interno sono state ritrovate 17 dosi di cocaina - e poi ha corso ancora. Quando finalmente è stato bloccato, nei pressi di via Bernardo Rucellai, non ha più opposto resistenza. Aveva i pugni sporchi di sangue.

Un passato violento e le denunce della donna

Il suo stato, secondo le indicazioni dei testimoni, non sembrava essere lucidissimo. Si tratta di un cittadino italiano, così come la vittima, non nuovo a maltrattamenti del genere. Preso dall'ira, in passato aveva già aggredito fisicamente la compagna, secondo quanto riferito dalla polizia. Lo faceva fin dal 2016 per questo aveva un divieto di avvicinamento alla donna. Questa volta ha dato in escandescenze in pieno giorno - attorno alle 13.30 di mercoledì - e in strada: un segno evidente dell'aggravarsi della sua pericolosità.

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La sua povera 'preda', stavolta, è finita all'ospedale Niguarda in codice giallo: il suo volto era tumefatto, le labbra erano tagliate e aveva una sospetta frattura facciale. Oltre venti giorni di prognosi. Lui, invece, è accusato di atti persecutori, lesioni personali aggravate e possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ora, in attesa della decisione dell'autorità giudiziaria, è stato portato in carcere: anche e soprattutto per il bene della 40enne.

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