Omofobia: picchiano a sangue i gay, arrestato giovanissimo

Con complici pestò a sangue, procurandogli una frattura alla clavicola e alla mascella, un uomo perché gay. Ma sono tanti gli episodi

L'arrestato

Facevano delle vere e proprie spedizioni punitive, raid squadristi contro gay e transessuali che si appartavano nei giardinetti di via Carlo Bo, zona Romolo, lasciando le vittime a terra e prive di sensi. Almeno due gli episodi accertati dagli inquirenti che seguono il caso. Per questa ragione è stato arrestato Cristian B., 19enne moldavo da tempo in Italia. Insieme con lui sono indagati quattro minori, uno albanese e tre italiani (uno dei minori è figlio di un pluriomicida).

La dinamica dei due pestaggi di cui vengono accusati è sempre la stessa. Tarda serata, nei giardinetti dietro allo Iulm arrivano vari ragazzi in scooter, uno resta a fare il palo, gli altri vanno minacciosi verso la coppia gay da punire e giù di calci e pugni a più non posso mentre nel frattempo urlano frasi tipo: "Frocci di m.", "Dovete andarvene a s. lontano da qui". 

La prima volta avvenne il 12 maggio. In quell'occasione un uomo italiano e il suo compagno straniero vennero picchiati e lasciati a terra in una pozza di sangue. Allora, i carabinieri individuarono i responsabili e il 19enne finì in carcere, con gli atri minori indagati. Il secondo episodio risale al 25 agosto, quando ad essere massacrati di botte furono un italiano di 40 anni e un indiano. In particolare, il 40enne ebbe 50 giorni di prognosi per la rottura della scapola e della mascella. Quest'ultima lesione lo costrinse al silenzio per 10 giorni. Solo in seguito venne sentito dai poliziotti del commissariato Ticinese.

Le indagini hanno dimostrato che il 25 agosto il ragazzo arrestato era presente al raid punitivo, nonostante fosse ai domiciliari. Per questo il 6 ottobre è stato fermato e arrestato per evasione e, martedì 3 novembre, per lesioni gravissime e rapina aggravata (gli omosessuali aggrediti venivano anche rapinati).

Si indaga su un terzo episodio ai danni di un colombiano, risalente a fine giugno nello stesso luogo. Il sudamericano venne picchiato con le stesse modalità ma al momento non è più reperibile. Ma le indagini proseguono a tutto campo per verificare anche le responsabilità dei minori coinvolti in questo caso di "violenza immane e inaudita", come ha scritto lo stesso gip, Anna Laura Marchiondelli, nell'ordinanza.

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