Chiude la compagna in casa e la massacra: donna salvata dalla figlioletta, lui arrestato

In manette un uomo di quarantasette anni. Nel 2012 aveva fatto lo stesso con un'altra donna

Foto repertorio

Era stata lei a riavvicinarsi a lui, che in quel momento stava lontano per un ordine del tribunale. Si era preoccupata che lui non stesse bene perché in fondo quell'uomo è anche il padre del suo piccolo, che ora ha poco più di otto mesi. Così ha ricominciato a frequentarlo, gli ha dato un'altra possibilità, ma poi alla fine lui è tornato quello di sempre e l'ha ricacciata nell'incubo. Un incubo dal quale fortunatamente l'hanno salvata i poliziotti. 

Un uomo di quarantasette anni, un cittadino italiano con precedenti per rapina, droga e furti, è stato arrestato venerdì dalla IV sezione della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Achille Perrone, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per lesioni gravi, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia nei confronti della sua compagna, una donna di quarantaquattro anni. 

I due si erano conosciuti da piccoli nel loro quartiere, la Comasina, ma poi ognuno aveva avuto la propria vita, tanto che entrambi hanno figli nati da altre relazioni. Ad inizio dello scorso anno, però, si sono ritrovati e hanno iniziato una storia, dalla quale è poi nato un bimbo. 

A luglio sono cominciati i primi problemi, con lei che ha raccontato alla polizia di continui atti di violenza dell'uomo, estremamente geloso. A ottobre è arrivato un allontanamento formale, ma poco dopo è stata la stessa vittima a ricercare il 47enne, che stava avendo alcuni problemi di salute. A inizio maggio l'episodio più grave: l'uomo - stando a quanto ricostruito dalla Mobile, coordinata da Lorenzo Bucossi - ha massacrato di botte la donna e poi l'ha chiusa in casa, portandole via il cellulare e le chiavi dell'appartamento. 

A liberarla, a salvarla, è stata la figlioletta 13enne, che è andata a cercarla - sapendo di trovarla lì - e ha raccolto la sua richiesta d'aiuto. A quel punto la 44enne è stata portata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato una prognosi di oltre quaranta giorni, e poi lei stessa ha presentato denuncia agli agenti. 

I poliziotti hanno chiesto e ottenuto, in poco tempo, l'ordinanza di custodia cautelare. Anche perché - hanno sottolineato gli investigatori - la donna si era trasferita a casa della madre, che vive a pochi metri dall'uomo, che al momento sta scontando i domiciliari per una vecchia storia del 2012. Anche quella volta, come in una tragica serialità, aveva picchiato e maltrattato la sua compagna. 
 

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