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Inglese obbligatorio al Poli, c'è un ricorso al Tar

Un centinaio di docenti presenta il ricorso: a rischio la libertà d'insegnamento e il diritto allo studio per gli italiani che non parlano abbastanza bene in inglese

Redazione 1 agosto 2012
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Uno dice: viva l'internazionalizzazione delle nostre università. Così, più o meno, s'era reagito quando il Politecnico di Milano decise di attivare bienni universitari interamente in inglese. E invece c'è chi sta cercando di fare resistenza: una parte di docenti (un centinaio, riferisce "Repubblica") hanno fatto ricorso al Tar.

Pier Carlo Palermo, preside di Architettura e Società, aveva già manifestato la sua contrarietà. Lui, che già può vantare il 40% dei corsi della sua scuola in inglese, nei mesi scorsi aveva spiegato che il Poli non è pronto per l'inglese obbligatorio dal 2014. Anche se solo per le magistrali. "Non troveremmo in così poco tempo tanti docenti in grado di sostenere lezioni ad alti livelli e la qualità dell'insegnamento è la prima cosa. Passare all'inglese obbligatorio così in fretta è eccessivo, non si farà in tempo", diceva. Nonostante l'intenzione di investire più di 3 milioni di euro proprio per assumere nuovi docenti, soprattutto dall'estero.

Ma quali sono le basi del ricorso al Tar? Anzitutto la presunta incostituzionalità (perché viola la centralità della lingua italiana), per non parlare di un Regio Decreto del 1933, tuttora in vigore, che impone l'italiano come lingua ufficiale d'insegnamento negli atenei. E poi la presunta minaccia della libertà d'insegnamento, perché imporre l'inglese diminuirebbe l'offerta formativa. E infine la presunta lesione del diritto allo studio per coloro che, non masticando granché d'inglese, non potrebbero seguire i corsi con efficacia.

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Il rettore del Politecnico, Azzone, ribadisce lo scopo della sua scelta: avere studenti da tutte le parti del mondo. "Ma questo - precisa - richiede l'uso della lingua straniera". Come finirà? Probabilmente si medierà, verranno aumentati i corsi (che già esistono) in inglese ma non verranno cancellati quelli in italiano.

Giovanni Azzone
universita

2 Commenti

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  • Avatar di lorena

    lorena Sono d'accordo col commento di Claudio. Inoltre ritengo, in base alla mia personale esperienza, che gli studenti italiani facciano molta fatica a memorizzare la grammatica inglese. Perciò sto preparando un blog http://www.inglese-lampo.blogspot.com che spiega in modo semplice le regole grammaticali della lingua inglese, così diverse dalle nostre.Di tanto in tanto terrò un hangout su Google + e sul mio indirizzo e-mail speakitalian916@gmail.com. Chiedete l'inserimento del vostro account per partecipare!

    il 6 agosto del 2012
  • Avatar di caludio

    caludio Sempre più corsi universitari sono con lezioni in inglese, il che è positivo.. avrebbero dovuto iniziare tempo fa, ma i ragazzi italiani sono pronti?
    Non siamo mai stati fra i migliori in Europa a sapere l'inglese e non vedo perchè una debba frequentare un corso costoso e impegnativo  come quello universitario senza sapere PERFETTAMENTE la lingua in cui si insegna, rischia di essere una perdita di tempo e di soldi, o no?
    L'unica soluzione è seguire qualche corso propedeutico, senza speranza che possa essere sufficiente.
    Consiglio una soluzione online che costa poco e la cui ef******cia è riconosciuta a livello mondiale: http://www.englishtown.it/online/home.aspx

    Arrivederci
    Claudio

    l' 1 agosto del 2012