Profughi eritrei in Porta Venezia, Majorino: "Serve la polizia"

L'assessore in assemblea pubblica davanti a 200 residenti arrabbiati chiede l'intervento delle forze dell'ordine

Profughi a Milano

"Forze dell'ordine per ridurre i disagi causati dai profughi". Lo ha detto Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, davanti a circa duecento residenti della zona di Porta Venezia, quella in cui bivaccano i profughi eritrei. Lo stesso quartiere che, tra piazza Oberdan e le vie limitrofe a corso Buenos Aires lato ovest, "ospita" già un nutrito numero di attività commerciali etniche. E', insomma, punto di ritrovo degli africani a Milano.

La presenza dei profughi ha fatto infuriare gli abitanti. Di qui un'assemblea pubblica con Marco Granelli (assessore alla sicurezza) e Pierfrancesco Majorino (assessore alle politiche sociali) in consiglio di zona 3, giovedì pomeriggio.

L'accusa dei residenti alla giunta è quella di avere sostanzialmente ignorato il problema, lasciando che i profughi bivaccassero sulla pubblica strada bevendo alcol e commettendo reati di varia natura. "Faremo le ronde private se non succede niente", promettevano agguerriti.

D'altra parte il comune non può fare niente per impedire che i profughi arrivino a Milano e, soprattutto, non può compiere da solo le scelte per una soluzione definitiva del problema, come il "corridoio umanitario" che consenta a un profugo di raggiungere il Paese desiderato prima che gli venga riconosciuto lo status di rifugiato.

La "pace" in assemblea si raggiunge solo quando Majorino ammette che l'accoglienza da sola non ha risolto del tutto i disagi e indica due cose finora mancate, ma che dovrebbero esser fatte: da una parte l'intervento dell'Asl e della regione per le questioni legate alla salute, dall'altra l'intervento della forza pubblica per sgomberare la gente dai giardinetti.

Venerdì poi Majorino ha specificato meglio il suo pensiero. "Se ci sono profughi che non accettano le nostre proposte di inserimento nei centri, oppure cittadini che domandano più presidio da parte della polizia e dei carabinieri, credo che non si debba perdere tempo", ha scritto sulla sua pagina Facebook: "Il mondo del sociale sta facendo a Milano un miracolo, ma l'accoglienza non è sufficiente. Il rispetto delle regole, il rispetto della legalità, la sicurezza: queste non sono parole nemiche della solidarietà (e solo una sinistra stolta le pone in contrapposizione a se stessa)".

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