Drogata e rinchiusa, costretta a prostituirsi: arrestati i "mostri"

Erano tre aguzzini, tutt'e tre giovanissimi, quelli che avevano come "schiava" una 18enne romena, rinchiusa in una casa a Milano e costretta a incontri sessuali di ogni tipo

La ragazzina era costretta a prostituirsi

Una giovane ragazza romena si è salvata dai suoi aguzzini con l'aiuto di una conoscente e l'intervento dei carabinieri della Compagnia di San Donato. Tre persone sono finite in manette per reati gravissimi: sequestro di persona, minacce, lesioni e induzione e sfruttamento della prostituzione.

Gli arrestati sono romeni e vanno dai 26 ai 23 anni. E questo avviene proprio nel giorno in cui è stata fermato una gang dedita allo sfruttamento della prostituzione a Sesto San Giovanni. 

La ragazzina, 18 anni, era riuscita a mettersi in contatto con l'amica - che ha avvisato gli uomini dell'Arma - per pochi istanti dalla casa - a Milano - ove era tenuta prigioniera dando le poche notizie poi riferite in denuncia, sottolineando piccoli particolari importantissimi: era giunta il giorno prima in Italia e che gli uomini che l’avevano accompagnata in aereo dalla Romania, l’avevano chiusa in camera, le impedivano di uscire, la minacciavano e la picchiavano, la obbligavano a prostituirsi e che la stessa era stata drogata con qualche sostanza stupefacente per far si che lo stato di confusione rendesse più semplice l’induzione alla prostituzione.

Inoltre aggiungeva che dalla finestra della stanza ove era rinchiusa vedeva un supermercato “In Coop” con l’insegna verde e rossa. Acquisita la notizia i Carabinieri del Nucleo Operativo di San Donato unitamente ai colleghi del Nucleo Investigativo di Milano si sono subito messi alla ricerca della casa-prigione, cercando di identificare la zona grazie alle ultime celle telefoniche agganciate dal numero della ragazzina e verificando la presenza di un supermercato con quell’insegna. Era "In Coop" di  via Livigno (zona Sempione).

Inoltre, acquisita la lista passeggeri del volo Bucarest-Bergamo del mattino, gli inquirenti scoprivano anche che la ragazzina aveva viaggiato dalla Romania con uno dei suoi carcerieri che quest’ultimo aveva la disponibilità di una casa in via Cesare Abba (proprio alle spalle del citato supermercato e le cui finestre erano prospicienti l’insegna).

Avute tali certezze operative, individuato l’appartamento, i carabinieri effettuavano una vera e propria irruzione per liberare l’ostaggio. All’interno dell’appartamento però venivano solo trovati i due uomini romeni (uno era quello che aveva volato con la ragazzina) che avevano pianificato e messo in atto il sequestro.

La ragazzina, che in sede di testimonianza preliminare ha inchiodato i propri aguzzini è stata condotta in una località segreta presso una comunità protetta. Il magistrato di turno ha convalidato gli arresti. 

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