Sesso con ragazzini gay, scoperto giro di prostituzione: maxi blitz a Milano, 9 arresti

Tra le persone finite in manette ci sono liberi professionisti, operai e padri di famiglia

Pagavano ragazzini gay conosciuti online per fare sesso: per questo motivo sono state arrestate nove persone per prostituzione minorile tra Milano e Pavia. Il blitz dei carabinieri è avvenuto mercoledì mattina.

Tra le persone finite in manette ci sono liberi professionisti, imprenditori, operai e padri di famiglia. Tutti italiani, tra i trenta e i sessanta anni, e definiti dagli investigatori: "incensurati e insospettabili". Vivevano a Milano, Abbiategrasso, Garbagnate Milanese e Vigevano. Due di loro sono finiti in carcere mentre gli altri ai domiciliari, tra questi c'è un uomo ancora ricercato perché fuggito in uno stato europeo. In casa di uno degli accusati sono state rinvenute settecento pastiglie di ecstasy e sessanta grammi di cocaina.

Le vittime accertate dovrebbero essere tre - un italiano e due sudamericani - ma i ragazzini del giro potrebbero essere una decina - tra i dodici e i diciassette anni e di varie nazionalità -, ma su di loro c'è il massimo riserbo.

VIDEO: Le indagini dei carabinieri

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Le indagini - portate avanti dalla Sezione telematica del Nucleo investigativo del comando provinciale di Milano e coordinate dal pm Andrea Fraioli - sono partite all'inizio del 2016. Durante un controllo del territorio, a Lainate (Mi), i militari hanno trovato un uomo che si era appartato in auto con un minore di dodici anni. Le verifiche successive hanno accertato che tra i due non c'era nessun tipo di legame di parentela, né amicale. Si erano conosciuti online. 

"Numerosi e inconfutabili riscontri investigativi" hanno poi consentito di accertare come il fenomeno fosse alimentato sia dalla pubblicazione di annunci on-line, da parte degli stessi minori, sia dalla frequentazione di siti internet e piattaforme web di incontri da parte degli adulti consapevoli della minore età delle vittime.

I ragazzini, stando alle prime indiscrezioni, non lo facevano solo per denaro, ma anche per mettersi alla prova e vedere quanto "piacevano" agli adulti. Il loro scopo era anche quello di migliorare la propria condizione economica e potersi permettere scarpe firmate, cellulari e "lussi" altrimenti impossibili.

Un desiderio sfruttato proprio dagli uomini finiti in manette per cui Simona Bordonali, assessore alla sicurezza di regione Lombardia, ha chiesto “la castrazione chimica”

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