Macerie e tegole fuori dalla sede Aler: l’urlo degli occupanti e delle famiglie sotto sfratto

Mercoledì mattina alcuni occupanti di via Civitali 30 e altre famiglie di San Siro sotto sfratto hanno protestato davanti alla sede Aler: "La vostra è speculazione". I numeri dell'emergenza

I manifestanti hanno lasciato macerie davanti all'Aler - Foto da Fb

La più piccolina della “spedizione” ha un giubottino fucsia e un cappellino di lana bianco in testa. Anche lei è lì, in viale Romagna, per lottare per i suoi diritti. Per chiedere che la casa in cui vivono lei e tutti quelli che sono lì non venga toccata. Altri, a due passi da lei, hanno buste piene di macerie, le stesse che - dicono - sono rimaste nelle loro tasche a causa della gestione dell’emergenza abitativa. 

Non si ferma l’opera delle tante famiglie sotto sfratto e degli occupanti riuniti nel comitato “Abitanti di San Siro” che, anche mercoledì mattina, hanno fatto sentire la loro voce ad Aler, che ritengono responsabile della situazione di molti di loro. 

I manifestanti, gli stessi che martedì hanno evitato lo sgombero della palazzina occupata di via Civitali 30, si sono riuniti davanti alla sede dell’azienda lombarda edilizia residenziale in viale Romagna  e hanno protestato contro la gestione “mafiosa” che Aler fa da anni dell’edilizia popolare. 

“Civitali 30: anni di abbandono, milioni di euro spariti. Ma quale riqualificazione? La solita speculazione”, hanno scritto gli occupanti su uno striscione, affisso proprio all’ingresso. Quindi, hanno lasciato un cumulo di macerie in strada e hanno ricordato che “a Milano ci sono ottantamila case sfitte, diecimila case popolari vuote e ventimila famiglie in graduatoria che aspettano che venga loro assegnata una casa”. 

Nella gestione dell’emergenza, evidentemente è innegabile, qualcosa non funziona. E a pagarne le spese, oltre chi all’improvviso si ritrova per strada, è l’intero quartiere di San Siro, uno dei più colpiti. 

“Il quartiere di San Siro è abbandonato a insicurezza e degrado, dove la delinquenza e il racket delle case occupate detta legge - ha denunciato il consigliere di zona 7, Alessandro De Chirico -. I cittadini ci segnalano ogni giorno il ripetersi di soprusi. Abbiamo recentemente chiesto un nuovo consiglio straordinario dove non porteremo macerie, ma consegneremo a Granelli e alle forze dell’ordine le denunce e le firme dei residenti esasperati”.

A San Siro, insomma, va in scena una guerra tra poveri: tra chi chiede una casa e non ce l’ha e chi, giustamente, difende il proprio appartamento e la propria sicurezza. La speranza è che anche lì non restino solo le macerie.  

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