Mini rivolta al centro profughi: rifugiati protestano per i soldi del pocket money

Il vicesindaco: "Migranti hanno protestato in modo violento per l'arrivo in ritardo dei soldi"

Una precedente protesta alla Vincenziana

Un ragazzo ferito, non è ancora chiaro in che circostanze. Un computer rotto, probabilmente come gesto "dimostrativo". E carabinieri costretti a intervenire in forze per riportare la calma. 

Mattinata di tensione, quella di lunedì, nella ex Vincenziana di Magenta, il centro profughi di via Gaetano Casati. Pochi minuti prima delle 14, stando a quanto raccontato dal vicesindaco Simone Gelli, alcuni ragazzi avrebbero inscenato una mini rivolta per protestare - così sembra - contro i ritardi nel pagamento del pocket money, la cifra - 2.50 euro - che per legge va corrisposta giornalmente ai rifugiati ospiti dei centri. 

La situazione è lentamente degenerata, tanto che sul posto sono dovute intervenire tre pattuglie dei carabinieri e un'ambulanza del 118, che ha poi portato in ospedale un ragazzo di ventitré anni, ferito a un piede .

"I motivi della protesta sono i più svariati" ha spiegato un rifugiato a Graziano Masperi de 'Il Giorno', sottolineando come da qualche giorno una parte di quei 2.50 euro sembra essere "sparita". "Io sono qui da quattro anni, da quando è cominciato il progetto a Magenta e - ha chiarito - ho ottenuto il permesso per fini umanitari".

"Dopo che alcuni migranti hanno protestato in modo anche violento per l'arrivo in ritardo del pocket money credo che si debba intervenire rapidamente - la condanna del vicesindaco di Magenta, Simone Gelli -. Allontanare coloro i quali rappresentano un pericolo per tutti, da parte delle competenti autorità, mi pare fatto di buonsenso e correttezza nei confronti di tutta la nostra comunità che da quattro anni vive una situazione assurda".

"Il Prefetto deve intervenire subito attraverso l'allontanamento di tutti coloro i quali, sebbene sulle spalle del sistema Italia, si permettono di creare problemi di ordine pubblico. Domani - ha annunciato Gelli - scriverò al Prefetto per chiedere che ciò avvenga in tempi rapidi e precisi. In questo paese vigono delle regole chiare e precise". 

Già in passato l'ex Vincenziana è stata più volte teatro di attimi di tensione. Ad aprile del 2016 - quello il momento più "delicato" - alcuni ospiti del centro si erano scontrati con i carabinieri per difendere un loro amico che i militari erano andati a prelevare per l'identificazione.   

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