Manifestanti "morti" a terra in piazzale Loreto: la protesta contro i Cpr e Matteo Salvini. Video

Protesta forte dei manifestanti di "Mai più lager, no ai Cpr". In migliaia al corteo a Milano

La protesta a Loreto - Foto MiaNews

Un furgone dorato, dello stesso colore delle coperte termiche usate dai migranti dopo la traversata. Uno striscione giallo, grande, dal messaggio chiaro. E un flash mob particolarmente evocatico, quasi tragico. 

Sabato di protesta a Milano, dove migliaia di manifestanti hanno sfilato in corteo per dire "Mai più lager, no ai Cpr" e mostrare tutto il loro dissenso verso il decreto Salvini e verso l'apertura dei centri per il rimpatrio, che a Milano sorgerà in via Corelli. 

Il corteo - Foto Muhlbauer 

corteo cpr milano - mulhbauer-2

La manifestazione - un bis dopo quella del 1 dicembre - è partita da piazzale Piola con a capo uno striscione giallo con la scritta "Mai più lager - No ai Cpr". "Non vogliamo Cpr ne a Milano in via Corelli né altrove", hanno gridanto i militanti in testa al serpentone, al quale hanno partecipato studenti, esponenti dei centri sociali e semplici cittadini.

"Dobbiamo riuscire a disobbedire a certe leggi razziste e dimostrare che Milano è una città solidale e meticcia", hanno invocato. Molti i cartelli con le scritte "mai più lager" e "salvare vite in mare e in terra" in testa al corteo, sempre sorvegliato dalle forze dell'ordine - in assetto antisommossa -, che hanno anche chiuso al traffico le strade interessate dal passaggio della protesta. 

Il flash mob a Loreto

Il momento di sicuro più "forte" si è registrato in piazzale Loreto, dove alcuni manifestanti si sono sdraiati a terra fingendosi morti e coprendosi con dei teli bianchi. 

Il macabro spettacolo, durato circa cinque minuti, è servito per ricordare i migranti che hanno perso la vita in mare cercando di raggiungere l'Italia. Dagli altoparlanti sono stati diffusi i suoi delle sirene d'emergenze e le registrazioni di alcune richieste d'aiuto provenienti dalle radio dei barconi.  quelli che in mare hanno perso la vita. "Ci vogliono disumani - ha detto una ragazza -, vogliono che i morti in mare siano numeri, ma noi li ricordiamo". 

Le espulsioni bruciate

Il corteo si è poi spostato verso via Padova. Lì i manifestanti hanno inscenato un mini sit-in, con dei ragazzi che si sono seduti a terra con degli enormi fogli tra le mani con su scritto "Espulsione". Quegli stessi fogli sono poi stati bruciati davanti ad alcune tende sistemate in strada per raffigurare un campo profughi. 

"La prima tappa dei migranti è attraversare le frontiere, poi il Mar Mediterraneo - ha detto un ragazzo al microfono -. Poi se ce la fanno e non perdono la vita, iniziano i problemi per l'accoglienza e per avere una vita degna". 

"Il dl Salvini - l'accusa dei giovani - andrà a produrre nuovi irregolari e a distruggere il nostro sistema d'accoglienza". 

Poco dopo il serpentone ha ripreso la marcia verso Lambrate, dove è stata tracciata sull’asfalto una enorme scritta "No Cpr" con la vernice bianca.

I manifestanti hanno anche montato una recinzione che - hanno spiegato - "rappresenta lo stato di detenzione inumano dei migranti" e sono poi ripartiti alla volta di piazza Piola, la loro tappa finale. 
 

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