Protesta vigili del fuoco in piazza Cordusio: “Ci siamo rotti il casco”

I caschi rossi hanno protestato mercoledì mattina in Cordusio. Giovedì l’appuntamento è sotto il palazzo della Regione. I motivi dell'agitazione

La protesta - Foto Marchino Mai © MilanoToday

Stanno combattendo per i cittadini che ogni giorno servono e aiutano. E per loro stessi. Perché condizioni di lavoro inaccettabili per loro significano, inevitabilmente, meno sicurezza per gli altri. Per questo hanno riassunto la loro rabbia in uno striscione dal significato inequivocabile: “Al servizio del cittadino, non servi dello Stato”. 

Sono stanchi del trattamento loro riservato i vigili del fuoco di Milano, che mercoledì mattina hanno manifestato in piazza Cordusio per chiedere al governo e a chi ne ha le facoltà di fare qualcosa. 

“Aiutateci ad aiutarvi”, l’appello rivolto dai pompieri ai milanesi. Il problema più grande, quello più sentito, riguarda la carenza di personale che i vigili del fuoco si trovano ad affrontare ogni giorno. “In altre nazioni europee - hanno denunciato - il rapporto tra vigili del fuoco e cittadini è di un pompiere ogni 1500 persone. A Milano il rapporto diventa un vigile del fuoco ogni 30mila abitanti”. 

Ma non solo. Perché gli attentati terroristici dei mesi scorsi hanno aperto ad altri scenari e potenziali emergenze, che i vigili del fuoco non sarebbero in grado di affrontare, anche per l’assenza di “attrezzature ed automezzi idonei a possibili scenari di tipo terroristico”. 

La rabbia, insomma, è tanta. I motivi di risentimento anche. “Chiediamo - rivendicano i caschi rossi - il rinnovo del contratto di lavoro scaduto dal 2009, mentre il governo ha stanziato solo 8 euro lorde per ognuno di noi. E - ancora - l’inquadramento e corresponsione di qualifiche e mansioni e il riconoscimento dell’operato dei vigili del fuoco come lavoro usurante”. 

Questa volta - come recitava uno striscione in piazza - i vigili del fuoco si sono “rotti il casco”. Giovedì, per il secondo giorno di fila, saranno in strada a protestare. Si riuniranno sotto il palazzo della Regione. E non hanno intenzione di mollare. 

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