Adescata come tata, sequestrata per fare la schiava del sesso da insospettabile famiglia

La vittima era costretta a prostituirsi a domicilio. In casa c'erano anche tre bambini piccoli

Repertorio

L'hanno portata in Italia con la promessa di un lavoro da babysitter ma una volta arrivata a Milano, è stata a tutti gli effetti sequestrata e costretta a prostituirsi. Sembra un maledetto copione già visto ma succede ciclicamente. La vittima, stavolta, è una ragazza peruviana di 24 anni che per circa quattro mesi è stata obbligata a vendere il proprio corpo, spesso anche senza protezioni, su un sito d'incontri online. Veniva minacciata lei e le dicevano che se avesse cercato di reagire avrebbero fatto del male a suo figlio piccolo rimasto in patria.

I due aguzzini - marito albanese di 31 anni e moglie ecuadoregna di 30, senza precedenti penali - sono stati arrestati dagli agenti del Commissariato Scalo Romana, guidati da Francesco Anelli. Sono accusati di sequestro di persone e sfruttamento della prostituzione. Per l'uomo si sono aperte le porte del carcere mentre la compagna è stata portata ai domiciliari. In casa - la stessa dove la vittima era di fatto sequestrata - vivono anche i figli di 12, 4 e 2 anni. La presenza dei minori, e il loro futuro, è ora al vaglio del tribunale dei minori di Milano.

Prostituzione a domicilio e una sospetta gravidanza

Le indagini, partite a inizio luglio 2018 dopo la denuncia della vittima per mezzo di una sua conoscente, hanno rivelato che alla 24enne era stato dato in uso un cellulare con il solo scopo di rispondere ai clienti. Veniva comunque controllata notte e giorno.

Quando veniva contatta per una prestazione sessuale, gli stessi aguzzini a turno la accompagnavano in auto in casa dei clienti. L'aspettavano e poi rincasavano insieme. L'incasso - sempre intorno ai cento euro - veniva trattenuto dai due coniugi. La famiglia, che viveva in zona Barona, non lasciava mai da sola la ragazza.

Per adescare la 24enne, la coppia si era servita di una conoscente in comune, all'oscuro di tutto. Era stata lei a proporre la sua amica in Perù per fare da babysitter ma è stata proprio lei, quando ha scoperto la verità, ad aiutare la giovane a denunciare alla polizia. Da allora, la sudamericana è stata portata al sicuro in una comunità protetta mentre le indagini sono andate avanti.

Gli investigatori sono riusciti a scoprire che l'albanese aveva organizzato tutto il viaggio da Lima a Milano. Aveva comprato il biglietto aereo e promesso l'assunzione alla povera ragazza. Una volta in città, alla povera i due hanno invece detto quello che realmente avrebbe dovuto fare per ripagare il debito del viaggio. Per questo le avevano anche sequestrato il passaporto.

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Non solo. I poliziotti hanno accertato che la 24enne è stata portata in ospedale una volta per una sospetta gravidanza. Mai, però, per violenze subite, anche se nei racconti della vittima c'è spazio anche per quelle. Le indagini proseguono ora per accertare se l'albanese, che farebbe lavori da muratore occasionale, e la compagna fossero nuovi del 'settore' o se la peruviana non fosse la loro prima 'schiava del sesso'.

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