Ragazze del Parini molestate sul bus da uomo ipovedente: "Ero in buona fede, non vedo"

L'uomo, un 40enne ipovedente, si è giustificato così davanti al giudice. Arresto convalidato

Ha detto di averlo fatto "in buona fede". Di "aver chiesto aiuto perché non vedo". Si è giustificato così l'uomo di quaranta anni, affetto da ipovedenza, arrestato giovedì scorso dalla polizia con l'accusa di violenza sessuale per aver molestato alcune studentesse del liceo Parini

Il blitz era avvenuto sulla 94, poco lontano da via Goito, dove si trova la scuola. Stando a quanto avevano accertato gli investigatori, il 40enne aveva chiesto aiuto a una ragazzina 15enne che lo aveva preso sotto braccio per aiutarlo a salire sul bus prima che lui ne approfittasse per toccarle il seno. A quel punto era intervenuta la professoressa, che - stranita dal comportamento dell'uomo - aveva "sostituito" la studentessa. Pochi attimi dopo, però, il maniaco si sarebbe appoggiato da dietro a una seconda giovane e, una volta a bordo, avrebbe molestato una terza ragazzina. 

Così l'insegnante aveva chiamato la polizia, che aveva arrestato il 40enne e raccolto le testimonianze delle vittime. La stessa prof aveva raccontato che già nei giorni precedenti le giovani erano state molestate da un uomo, che - verosimilmente - era lo stesso. 

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Lunedì, davanti al Gip di Milano, il maniaco ha abbozzato una difesa: "Sono una persona non vedente, quando vado in giro chiedo aiuto per muovermi - ha detto -. Se ho toccato qualche ragazza l'ho fatto in buona fede, perché non vedo". Il giudice ha convalidato l'arresto dell'uomo, che in precedenza era a San Vittore e ora si trova ai domiciliari. 
 

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