L'inferno di uno studente gay, insultato dai compagni per mesi: "I froci devono bruciare"

Succede in una scuola di San Donato. Vittima un ragazzino di diciassette anni. La storia

Daniele con i sentinelli di Milano

Aveva deciso di raccontare a tutti della sua omosessualità per viverla meglio. Aveva voluto compiere quel passo per essere sereno e perché in fondo, in quella scelta, non ci aveva visto nulla di male. E invece per Daniele - diciassette anni, studente dell'Itis di San Donato - da quel momento è iniziato un inferno fatto di insulti, minacce e "omertà" tra chi gli vomitava contro il suo odio e chi faceva finta di non vedere, girandosi dall'altra parte. 

Da sei mesi, infatti, proprio da quando aveva deciso di fare outing con amici e prof, per lui le lezioni si sono trasformate in una sorta di via Crucis.

"Daniele - raccontano i Sentinelli di Milano, il gruppo di attivisti che da tempo lotta per i diritti del mondo Lgbt - è vittima di discriminazione e omofobia", tanto che per chiedere "giustizia" il 17enne ha deciso di rivolgersi proprio all'associazione di Luca Paladini - che fa i conti con gli stessi problemi - per far sì che la sua storia venisse raccontata.

"Succede da almeno sei mesi che all'interno di una classe dell'istituto Itis di San Donato, Daniele è preso di mira da alcuni compagni a causa del suo dichiarato orientamento sessuale - denunciano i Sentinelli -. Il tutto avviene nell'indifferenza di alcuni insegnanti e addirittura con la complicità di uno di loro. Daniele è stato più volte apostrofato con chiari riferimenti di stampo fascista e omofobo tipo «I froci devono bruciare tutti». Inoltre - prosegue l'associazione - è stato spettatore suo malgrado di una scena in classe nella quale venivano esaltate dichiarazioni violentemente ostili del neo ministro della famiglia Lorenzo Fontana", che aveva stroncato le famiglie omosessuali con un netto "per me non esistono".

Daniele, però, dicono con orgoglio i Sentinelli, "ha deciso di non subire in silenzio. Il suo coraggio e la sua determinazione sono un insegnamento per tutti noi".

E probabilmente saranno di insegnamento anche per tutti quelli che hanno reso i suoi ultimi sei mesi un incubo. La dirigente scolastica dell'Itis di San Donato ha infatti spiegato al Corriere della Sera di aver già preso provvedimenti "per i compagni che non hanno mostrato comprensione e spirito di accoglienza" e per un professore "che non si era rivelato adatto a gestire la situazione".

Una situazione che adesso, grazie al coraggio del 17enne, non dovrebbe ripetersi più.

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