Armati di coltello, rapinano una donna e suo figlio in casa: ma una cicatrice incastra i ladri

Erano in tre. Hanno terrorizzato una famiglia e poi sono fuggiti ma dieci giorni dopo il colpo, arriva la svolta

Immagine di repertorio

In tre, armati di coltello, avevano rapinato una donna e suo figlio all'interno della loro abitazione in via Don Calabria, zona Cimiano a Milano. Poi erano fuggiti con un bottino di un migliaio di euro, facendo perdere le loro tracce. Due dei malviventi sono stati ritrovati all'interno di un hotel in via Porpora. A tradirli, è stata la cicatrice sul volto di uno dei due. 

La vicenda comincia sabato trenta aprile. In piena notte, i tre si introducono in un appartamento di una famiglia sudamericana convinti che non ci sia nessuno. All'interno, però, trovano un ragazzo di vent’anni che in un primo momento prova a convincerli del fatto che non ci sia nulla da rubare a casa.

Dopo pochi istanti arriva la madre del giovane, svegliata dalla discussione. La donna, una quarantenne, viene minacciata con un coltello dall'uomo con la cicatrice. Sono attimi di terrore e alla fine consegna ai malviventi circa seicento euro in contanti, un computer portatile, tre orologi, una catenina in oro e un paio di orecchini. In sede di denuncia le vittime descrivono molto bene i rapinatori: sono stranieri, giovani e uno di loro, in particolare, ha il volto sfregiato con una zeta.

La vicenda sembra finire lì, con indagini difficilissime destinate a finire in cavalleria. Il nove maggio, però, durante un controllo di polizia – come ha spiegato la dirigente delle Volanti, Maria Josè Falcicchia – all'interno di un hotel in via Porpora, gli agenti trovano due uomini sospetti alloggiati nella stanza sette. 

I due, nati in Albania venti e ventidue anni fa, hanno a loro carico un provvedimenti di rintraccio per precedenti per furti in appartamento e sono irregolari. Uno dei poliziotti, l’assistente capo Francesco Lelli, attirato dall'evidente cicatrice al volto di uno dei fermati, si ricorda della denuncia di dieci giorni prima. In poche ore anche le vittime di via Don Calabria confermano l'identità dei due, riconosciuti senza difficoltà.

La coppia di presunti malviventi, Armando Ndoj e Clodian Bajrakatari, viene portata in carcere in stato di fermo di pg per il reato di rapina pluriaggravata in concorso. Adesso si cerca il loro complice. 

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Commenti (2)

  • Come si puo' morire fermi ad un semaforo...pazzesco! Qualcuno sa chi e' il poveretto?

  • non si potrebbe liquidarli direttamente ?

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