Milano, anziano rapinato e preso a pugni sotto casa: ora il risarcimento (beffa) è di 50 euro

Per accedere al fondo occorreva avere più di 70 anni e un reddito fino a 30 mila euro (lordo)

Una delle due rapine in via Valtorta

Ricevette varie bastonate in faccia in via dei Valtorta e subì il furto di un orologio e 50 euro. La stessa cifra con la quale il Comune con AssicuraMi intende risarcirlo. Per l'85enne Giovanni Ravenna, che aveva ottenuto l'accesso al fondo del Comune di Milano per indennizzare i cittadini vittime di truffe, furti, scippi e rapine, si tratta di una beffa.

Per accedere al fondo occorreva avere più di 70 anni e un reddito fino a 30 mila euro (lordo) all'anno. Il fondo servirebbe a coprire le spese di riabilitazione che gli anziani devono sopportare dopo essere stati vittima di episodi del genere.

Nel caso di Ravenna, lunghi mesi di riabilitazione dopo il ricovero in ospedale per i colpi ricevuti. L'uomo si è ritrovato con la mascella fratturata e ora ha una placca di titanio sull'osso. Il 13 giugno 2018 aveva incontrato il vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo che gli aveva personalmente consegnato i moduli necessari per accedere al fondo, che consta in totale di 80 mila euro all'anno.

Video: la seconda rapina in via Valtorta

A colpire Ravenna, il 1 aprile 2018, fu il 29enne Chestor Caldararu. Lo stesso che, il 21 aprile, aveva poi rapinato Umberto De Zordo riempiendolo di pugni nell'atrio di un altro palazzo della stessa strada. Dopo la seconda aggressione il 29enne era stato catturato dalla polizia. Il modus operandi era brutale: in entrambi i casi Caldararu non ha minacciato le vittime ma è passato subito ai "fatti". Con Ravenna impossessandosi del suo bastone da passeggio; con De Zordo, rimasto in coma, riempiendolo di pugni. 

«Mi hanno massacrato e vogliono liquidarmi con 50 euro, i soldi che mi hanno rubato quel giorno. È una cosa pazzesca. Prendono per i fondelli la gente. È l’elemosina dell’elemosina. Io mi aspettavo una cifra adeguata al danno che ho subito. Non parlo solo del danno fisico, ma anche del danno morale».

«Il Comune non può valutare, né quantificare un eventuale risarcimento per danno morale: non è un ente pubblico che può sostituirsi a quello che potrebbe essere il ruolo di un giudice in un processo», ha spiegato Anna Scavuzzo sulla vicenda alle pagine di Il Giorno.

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