Rapina un pittore con un martelletto, picchia i poliziotti e si finge minore: tradito dalle ossa

Un poliziotto con una sospetta frattura della mano e un lungo elenco di reati: la sua 'notte da leone' è stata interrotta dall'arresto degli uomini del Commissariato Greco Turro. La storia

Repertorio

Rapina aggravata, lesioni, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre a una denuncia per per false attestazioni. È l'elenco di reati che un ragazzo gambiano di circa 20 anni è riuscito ad accumulare tra le 2.45 e le 7.30 di mercoledì, a Milano. La sua 'notte da leone' si è consumata tra via Melchiorre Gioia, altezza del centro direzionale di Porta Nuova, e la questura di via Fatebenefratelli, dov'era stato portato dagli agenti della volante Adriatica Bis di Greco Turro.

La rapina ad un pittore col martelletto infrangivetro

I poliziotti lo avevano arrestato pochi minuti prima delle 3 dopo che, armato con un martelletto infrangivetro, aveva aggredito e minacciato un giovane pittore italiano. Il ragazzo era stato assaltato mentre, pennello e tavolozza di colori in mano, stava dipingendo lo skyline di Porta Nuova e l'Unicredit Tower. Una veduta notturna della città, interrotta dall'arrivo dello straniero che, dopo la rapina, era fuggito col cellulare del povero artista. Quando gli agenti del Commissariato lo avevano raggiunto, era ancora in via Gioia, lontano soltanto poche centinaia di metri dal punto dell'assalto. 

In tasca, oltre allo smartphone e al martelletto, c'era ben poco. Nessuna tessera d'identità. Il gambiano, sfruttando la mancanza di documenti, stando a quanto appreso da MilanoToday, avrebbe poi provato a giocarsi la 'carta' del "sono minorenne", sperando così di ottenere un trattamento più soft. Avrebbe perciò dichiarato di essere un classe 2001, ma ancora minore. La sua verità, tuttavia, è stata poi smontata in via Fatebenefratelli, dove è entrato appena passate le 3. 

Le scene di follia in questura dopo l'esame osseo

Nelle stanze delle questura si era scagliato contro tre poliziotti che lo tenevano d'occhio. Lo aveva fatto nelle prime ore della mattinata, dopo essere rientrato dall'ospedale dov'era stato accompagnato per l'esame osseo - una radiografia che permette di appurare la reale età di una persona - e aver comprovato la sua maggiore età.

Rientrato in via Fatebenefratelli, poco dopo le 7, forse dopo aver compreso che il suo bluff fosse fallito, stando a quanto appreso, il gambiano in preda a un attimo di follia si era lanciato con calci e pugni contro gli uomini in divisa. L'assalto era stato addomesticato dagli agenti senza gravi conseguenze. Solo uno di loro è finito al pronto soccorso per una sospetta frattura ad una mano. 

Nella sede della polizia sono intervenute anche un'ambulanza e un'automedica del 118. Erano già le 8 passate. Il personale sanitario si era incaricato dei poliziotti e dell'arrestato, che ha rifiutato le cure. La sua nottata dal leone era giunta al termine nel peggiore dei modi: manette ai polsi, un lungo elenco di accuse e, quanto meno, un anno più vecchio di ciò che sperava.

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