«Ci hanno manganellato e picchiato come bestie»

Sono fuori dal carcere i ragazzi arrestati dopo gli scontri durante un rave party a Cusago. Nel frattempo, sui fatti di sabato, s'accalcano versioni differenti. Ancora in coma una ragazza

L'arrivo delle forze dell'ordine a Cusago

Sono tutti usciti da San Vittore i quattro ragazzi arrestati nei giorni scorsi nel corso dei disordini scoppiati sabato sera nel corso di un rave abusivo a Cusago, nel Milanese (qui l'arrivo della polizia).

Il gip di Milano, Luigi Varanelli, ha disposto gli arresti domiciliari per due giovani (tra cui il fidanzato della ragazza 22enne di Cuneo che avrebbe sbattuto la testa cadendo a terra) e l'obbligo di firma per gli altri due. Le accuse, per loro, sono di resistenza a pubblico ufficiale, violenza e invasione di edificio. Uno tra loro avrebbe lanciato una pietra che ha rotto una mano a un agente.  

Nel frattempo, però, si rincorrono le testimonianze sullo svolgersi dell'evento abusivo. Sul sito I Hate Milano viene riportata la testimonianza di un 23enne, presente al rave, che dà una versione discordante rispetto a quanto riportato in un primo momento. 

Il racconto - da vagliare e verificare - è diverso dallo sgombero "morbido" descritto in un primo momento.

"I poliziotti ci hanno bastonato, manganellato e quant’altro - scrive il ragazzo -. Hanno iniziato a caricare brutalmente manco fossimo stati un gruppo di bestie: ovvio che poi la gente non prende mazzate a gratis e abbiamo deciso di reagire anche noi. Ripeto, è stata – come posso dire – una difesa, anzi, un “tentativo” di difesa, inutile e folle vista la diversità delle forze. Infatti, ben presto, loro hanno preso a sparare dei lacrimogeni ad altezza uomo".  

"(...) Poco dopo ci siamo ritrovati io e un altro mio amico scampato alle manganellate nel piazzale sempre dentro alla ditta dismessa - scrive il ragazzo -. Siamo tornati indietro, principalmente per vedere in che condizioni era il sound e di punto in bianco è scoppiato il delirio, sia dentro il capannone che fuori. Ci hanno caricato con una violenza pazzesca. Io e il mio amico siamo scappati al volo, siamo entrati in un cantiere dove c’erano dei lavori in corso e da lontanto si vedevano tantissimi agenti che davano addosso ai ragazzi".

"Ce ne siamo andati credendo che fosse finita ma ci sbagliavamo - continua -. Non contenti, hanno iniziato a fare i posti di blocco. E quando ne ho passato uno, un agente mi ha tirato una scudata nelle costole mentre io ero girato di spalle e non lo stavo neanche calcolando”.

Più luce si farà, per gli inquirenti, con la visione dei filmati degli scontri a quanto è emerso girati dalla stessa polizia durante lo sgombero. 

 

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