Rave al parco di Trenno, le zone preparano una delibera

Proposta una nuova delibera. L'assessore Granelli: "Responsabilizzare i consolati". Perplessa l'opposizione ma nessun contrario

Martedì sera, nella sede del consiglio di zona 7, si è tenuta la seduta congiunta delle commissioni sicurezza dei consigli di zona 7 e 8 sul tema dei rave organizzati da gruppi di sudamericani al parco di Trenno.

La necessità di coinvolgere due zone deriva dal fatto che il parco è in zona 7 ma il quartiere di Trenno in zona 8. I problemi consegenti ai rave party del sabato sera, quindi, si ripercuotono su entrambi i territori. Già una volta, ad agosto, si è rischiato il morto. Alla seduta hanno partecipato anche il comandante dei vigili urbani Tullio Mastrangelo e l'assessore alla sicurezza Marco Granelli. Il tema dei rave non è nuovo, tant'è vero che la zona 7 se n'era già occupata fin dal 2007 con una delibera che invitava a maggiori controlli. Controlli che però Mastrangelo ha definito complessi, per il grande numero dei partecipanti ai rave e perché si investono questioni di ordine pubblico, di competenza più che altro delle forze dell'ordine.

Mastrangelo ha anche ricordato che al sabato sera la polizia locale è spesso impegnata a presidiare lo stadio per le partite, e non altro personale da destinare a controlli altrove. Il risultato della seduta è la stesura di una delibera che verrà presentata nei due consigli di zona. Nessun voto contrario, solo pochi astenuti soprattutto tra i banchi della Lega Nord.

Ecco i punti salienti della delibera. In primo luogo si chiede ai vigili e alla polizia di intensificare la vigilanza preventiva, in applicazione della normativa, compresi i limiti di decibel previsti. "Questa - ci spiega Lorenzo Boati, presidente della commissione sicurezza di zona 7 - è già una prima diversità rispetto al passato. Si chiede infatti una cosa specifica e non genericamente di interessare la polizia locale, risaltando l'azione preventiva". In secondo luogo la delibera impegna l'Amsa a pulizie straordinarie il giorno successivo ai party.

Ma soprattutto prevede l'istituzione di un tavolo congiunto tra le zone, la polizia locale, il comune e i referenti delle comunità interessate, anche con la presenza di mediatori culturali madrelingua, per trovare una soluzione condivisa.

L'idea di coinvolgere in particolare i consolati è stata portata dall'assessore Granelli, che (ha spiegato) ha già funzionato in un'altra area in passato con gli ecuadoregni. Ci spiega sempre Boati: "Lo scopo è quello di capire se queste feste sono organizzate da qualcuno, se i partecipanti sono sempre gli stessi o no, insomma monitorare la situazione più dall'interno per costruire insieme una soluzione condivisa e duratura. L'assessore ha comunque assicurato che in determinati casi si potrà procedere a sequestri, ad esempio di bevande alcoliche vendute illegalmente o di casse e amplificatori, ma ciò non può avvenire tutte le volte". 

Scettico il consigliere di zona 7 del Pdl Alessandro De Chirico: "Noi di centro-destra abbiamo delle responsabilità perché siamo noi ad avere governato la zona per tanti anni. Adesso si sono dati un anno di tempo per sperimentare questa idea del tavolo con i consoli, secondo loro è la migliore. Speriamo che tra un anno non saremo allo stesso punto".

E soddisfatta a metà anche la capogruppo dell'Italia dei Valori in zona 7, Elena Tagliaferri: "Il problema è soprattutto che le delibere precedenti, a partire da quella del 2007, non sono state applicate. C'è un regolamento del verde pubblico, lo si rispetti". La delibera passerà ora nei consigli di zona. In particolare, in zona 7 tra due settimane, perché la seduta di lunedì 19 ha un ordine del giorno già calendarizzato.

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