Palazzina esplosa a Rescaldina, si indaga per stabilire le cause: scatta la gara di solidarietà

La procura ha aperto un fascicolo per crollo colposo di edificio, sul caso lavorano i carabinieri

La palazzina crollata (foto B&V Photographers)

Non è ancora chiaro cosa abbia innescato l'esplosione che all'alba di sabato 31 marzo ha distrutto una palazzina di due piani in via Brianza a Rescaldina. Per ora c'è solo una certezza: il gas aveva saturato alcuni ambienti di un appartamento al primo piano dell'edificio, dove viveva un nucleo familiare composto da un sergente maggiore dell'esercito Italiano, Saverio S., dalla moglie di 51 anni  e dai due figli di 6 e 10 anni.

Video: ecco il momento dell'esplosione

L'intero edificio è stato posto sotto sequestro e la procura di Busto Arsizio, come spiegato dal procuratore capo Gianluigi Fontana, ha aperto un fascicolo per crollo colposo di edificio. Per ora contro ignoti, ma ogni pista viene vagliata: dal malfunzionamento dell'impianto della rete del gas al gesto volontario. Escluso, invece, che il gas sia fuoriuscito dalla caldaia, posizionata all’esterno dell'appartamento.

La famiglia, come riportato sulle colonne de Il Giorno in un articolo firmato da Valentina Rigano, pare fosse in difficoltà economiche. Pochi ne erano a conoscenza, ma la famiglia sarebbe stata sfrattata dalla sua abitazione entro pochi giorni, dato che — come si legge sul quotidiano —  il provvedimento era già esecutivo.

Video: parla la mamma che cerca il figlio rimasto sotto le macerie

Nel frattempo a Rescaldina è iniziata la gara di solidarietà: "Le famiglie sfollate — ha precisato in una nota il sindaco Michele Cattaneo — hanno trovato una soluzione dove dormire, il cuore dei rescaldinesi è straordinariamente grande, diverse persone hanno messo a disposizione i loro appartamenti ed hanno aperto le porte a chi ha vissuto la tragedia di oggi. Occorrerà̀ però dai prossimi giorni cercare soluzioni abitative stabili, tutti i proprietari di appartamenti disposti ad affittarli, contattino il comune, questo è un bisogno primario a cui è necessario dare una risposta".

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Una raccolta fondi per stare vicini alle vittime dalla tragedia: "in tanti oggi hanno chiesto di iniziare una raccolta fondi, è bellissimo questo gesto di solidarietà̀ ma perché́ le raccolte siano efficaci e “sicure” occorre che siano coordinate e pensate — ha proseguito Cattaneo —. Per questo chiediamo di avere pazienza, lasciamo calmare la confusione, usciamo dall’emergenza di questi giorni e poi troveremo tutti insieme il modo più̀ efficace per stare vicini, anche economicamente, a questi nostri amici e concittadini. In tanti hanno anche chiesto di fornire vestiti, coperte o altro: anche per questi aiuti occorrerà̀ essere razionali e gestirli secondo le necessità. In questi due giorni — precisa il primo cittadino — raccoglieremo tutti i bisogni e pubblicheremo le eventuali richieste a cui siamo certi che i rescaldinesi risponderanno con la grandissima generosità̀ dimostrata in questi giorni".

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