Processo fondi Lega, Riccardo Bossi si difende: "Non sapevo fossero soldi Lega"

"Come tutti i figli chiedevo a papà e papà mi diceva di parlare con i suoi segretari. Poi mi arrivavano i soldi". Le dichiarazioni in aula: "I 3.200 euro erano emolumento per sponsorizzare la Lega durante le gare automobilistiche"

Riccardo Bossi

Processo al figlio di Bossi per appropriazione indebita. "Come tutti i figli chiedevo a papà e papà mi diceva di parlare con i suoi segretari. Poi mi arrivavano i soldi".

È ciò che avrebbe sostenuto lunedì Riccardo, il figlio del fondatore della Lega Umberto, davanti al pm Riccardo Bossi, durante il processo con rito abbreviato in cui è imputato per appropriazione indebita per presunte spese personali effettuate con i fondi della Lega. Secondo la tesi difensiva, in sostanza, quindi, i soldi erano della Lega Nord all'insaputa dell'imputato.

Riguardo i 3.200 euro mensili ricevuti dal Carroccio, Riccardo Bossi avrebbe spiegato di aver smarrito il contratto e di essere stato pagato in contanti. Il figlio dell'ex leader leghista avrebbe riconosciuto anche di aver ricevuto i soldi oltre che nel 2011, anche nel 2009 e nel 2010. L'udienza è stata rinviata al 10 febbraio.

Il difensore di Bossi jr, che depositerà al Tribunale una memoria, ha spiegato che il suo cliente, "non ha mai chiesto i soldi all'ex tesoriere" del Carroccio, Francesco Belsito, ma ad altri collaboratori del padre al quale "non si rivolgeva direttamente perchè con lui aveva rapporti difficili o era sempre impegnato". Soldi, ha ripetuto l'avvocato, "di cui non sapeva la provenienza". "Lui non c'entra con il partito" dal quale però, ha proseguito l'avvocato, "riceveva un emolumento di 3.200 euro al mese per sponsorizzare la Lega all'estero durante le gare automobilistiche".

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