Il terreno milanese che diventa una discarica abusiva: 4 indagati

I rifiuti venivano sotterrati in modo illecito. Le indagini

Scoperta una discarica abusiva a Pioltello, in provincia di Milano. Un terreno di circa 26 mila metri quadrati è stato sequestrato mercoledì mattina dalla guardia di finanza su delega della procura della Repubblica. Sono intervenuti i finanzieri della compagnia di Gorgonzola, che hanno anche effettuato perquisizioni presso le sedi legali e operative di cinque società a Milano, Pioltello, Carugate, Gessate e Buccinasco. Quattro le persone iscritte nel registro degli indagati.

Le indagini erano scattate nel mese di settembre quando la polizia locale di Pioltello aveva effettuato alcuni rilevamenti da cui sono emerse piccole violazioni. In particolare, gli agenti avevano notato, visibili a occhio nudo, alcuni rifiuti misti a cumuli di terra. Le operazioni di scavo nel terreno non sembravano ricomprese nel "piano scavi" dichiarato dalla società proprietaria. 

Così è partita la collaborazione con la guardia di finanza, fino a ricostruire un sistema di gestione abusiva e traffico di rifiuti che avevano, come destinazione finale di sversamento, proprio il terreno sequestrato mercoledì, con cinque società coinvolte. Tra gli illeciti contestati (e constatati durante il sequestro) la presenza di rifiuti di provenienza sconosciuta. Da quello che è emerso, sembra che molti di questi rifiuti venissero "sotterrati". Le fiamme gialle, intervenute insieme al nucleo ambientale di polizia giudiziaria e alla polizia locale, hanno constatato che era in corso proprio un lavoro di copertura di rifiuti.

Ufficialmente, stando alla Scia (segnalazione certificata di inizio attività) presentata dalla società proprietaria del terreno, sarebbe stata in corso un'opera di "reinterro per raggiungimento quota stradale". Tuttavia le indagini, effettuate con sopralluoghi, osservaizioni e pedinamenti di persone e mezzi coinvolti, hanno fatto emergere palesi incongruenze nelle attività di movimentazione terra. 

La gestione e lo smaltimento illecito dei rifiuti rappresenta un business illegale in crescente floridità: una forma di concorrenza sleale a svantaggio delle imprese che operano in modo onesto sul mercato, una possibile via di infiltrazione della criminalità organizzata e, ovviamente, un grave pregiudizio per l'ambiente.

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