Hanno vinto i bambini (e le loro bolle): l’asilo sotto sfratto per il chiasso resta al suo posto

Sospeso lo sfratto dell’asilo di via Anfossi, contestato da parte del condominio per il chiasso dei bimbi. Gli stessi bimbi che avevano protestato, a modo loro, con la bolla del silenzio

La protesta dei bimbi al parco

La locomotiva continuerà a trainare con gioia e attenzione i bimbi verso il loro futuro. Momo, proprio come la piccola nata dalla penna di Michael Ende, ancora una volta potrà guardare con i suoi occhi dolci i propri maestri e compagni. 

Ha ancora un futuro la “Locomtiva di Momo”, l’asilo di via Anfossi 36 che era prossimo allo sfratto dopo un lungo contenzioso legale con una parte del condominio, contraria alla presenza della scuola nello stabile per il troppo chiasso dei piccoli alunni. Giovedì il giudice ha deciso di sospendere lo sfratto decretato in primo grado e, in sostanza, di rinviare la decisione al secondo grado del processo. A maggio scorso, dopo quattro anni di tira e molla tra l’asilo e alcuni condomini, il tribunale aveva scelto di dar ragione agli inquilini perché - questa la motivazione della sentenza - c’era stato un cambio - non consentito - di destinazione d’uso da ufficio ad asilo. Un cambio che, in realtà, sembra non ci sia mai stato. 

Il giudice - racconta Cinzia D’Alessandro, fondatrice de La locomotiva di Momo, a MilanoToday - “ha ammesso che ci sono forti dubbi su questo presunto cambio di destinazione d’uso. Nel rogito di quella proprietà - che la società di Cinzia ha preso in affitto quattro anni fa - non c’è nessuna indicazione sulla destinazione d’uso. È un caso, quindi, che fino al nostro arrivo ci siano stati soltanto uffici”. 

La “battaglia”, però, non è ancora finita. Anche se Cinzia, in attesa del 4 luglio 2017 - giorno in cui si inizierà con il secondo grado del processo - non vede l’ora di deporre le armi. “Tanti condomini ci hanno manifestato solidarietà - racconta -. Alcuni di loro, insieme ad altri residenti e commercianti di zona, ci hanno scritto una lettera. Ci sono tutte le premesse, e io lo spero, perché questo processo finisca prima ancora di ricominciare”. 

Anche perché i documenti sembrano essere tutti a favore della Locomotiva di Momo - che ospita asilo e scuola dell'infanzia -, che ha dovuto anche rispondere ad una denuncia per inquinamento acustico. “Le pareti sono tutte insonorizzate - assicura Cinzia -, tanto è vero che è venuta l’Arpa ad eseguire i controlli ed è stato accertato che non c’è alcun disturbo”. 

Così come nessun disturbo lo hanno dato i piccoli il giorno in cui sono scesi in strada, insieme alle loro famiglie e ai loro maestri, per salvare il loro asilo. I bimbi avevano inscenato una “bolla del silenzio”, passeggiando dalla scuola al vicino parchetto, dove poi avevano giocato liberi e felici con le bolle di sapone

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Forse, perché no, anche quelle sono servite. “Questa storia è l’emblema di come a volte il pregiudizio si trasformi in intolleranza - dice amara Cinzia -, con vittime che poi restano sul campo”. Per fortuna, almeno per ora, di vittime non ce ne sono state. I bimbi - quasi cento piccoli alunni - e tutti i ventuno dipendenti hanno ancora la loro “Locomotiva”. Per la gioia di Momo. 

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